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10mila tonnellate di RAEE

I dati del consorzio Ecolight, a dodici mesi dall'entrata in vigore dell'Uno contro Uno

ambiente - 06 luglio 2011

Dal 18 giugno 2010 i commercianti sono obbligati a ritirare gratuitamente e a smaltire in modo corretto le apparecchiature elettriche che il consumatore consegna al punto di vendita al momento dell’acquisto di un elettrodomestico nuovo di equivalente funzionalità.
Questo per via del D.M 65/2010, il cosiddetto “uno contro uno” che disciplina le nuove regole sullo smaltimento dei rifiuti elettronici

Sempre a carico dei negozianti, poi, l'obbligo, da qui a trenta giorni, di iscrizione nell'apposita sezione dell'Albo Nazionale Gestori Ambientali oltre a quello di seguire scrupolosamente il nuovo iter previsto per il raggruppamento, il trasporto e il conferimento dei rifiuti nei centri di smaltimento che dovrà essere certificato in tutti i passaggi attraverso documenti in grado di attestare l'intero percorso dei rifiuti, limitandone, così, le illegalità.

Il decreto ha segnato senz'altro un grande passo avanti sul fronte dello smaltimento e riciclaggio di questo tipo di rifiuti ma, secondo le stime del consorzio Ecolight, i risultati ottenuti si possono migliorare non solamente nelle quantità di rifiuti riciclati, ma anche nella gestione operativa dell’intero sistema.

In un anno questo circuito è cresciuto, infatti, nei soli primi sei mesi dell’Uno contro Uno, la quantità raccolta è stata di 4mila tonnellate di raee. Il secondo semestre invece ha fatto superare la quota delle 6mila tonnellate, con una crescita del 20% rispetto al periodo precedente. «Dopo una partenza difficoltosa, il sistema è andato lentamente a regime», spiega Giancarlo Dezio, direttore generale del consorzio Ecolight. "Sforzi ulteriori devono essere fatti sul fronte della comunicazione e dell’informazione nei confronti dei consumatori perché manca all’appello la piccola elettronica di consumo, ovvero il raggruppamento  R4, che dovrebbe essere quello maggiormente interessato da questa normativa".

Tra i nodi disattesi della normativa, la possibilità di conferire i rifiuti raccolti dal circuito della distribuzione nelle isole ecologiche. Secondo infatti l’ultimo rapporto di Ancitel Energia e Ambiente più del 46% dei centri di raccolta non ritirano i raee raccolti dai negozi, circa il 21% accoglie raee solo per piccoli quantitativi e provenienti dal territorio di competenza. Solamente il 3% è disposto a ricevere questi raee indipendentemente dal territorio.

Due le strade da seguire per uscire da questo empasse: aprire le isole ecologiche ai conferimenti della distribuzione e provvedere a modificare la normativa portando il periodo massimo di stoccaggio da 30 giorni a tre mesi, in modo da poter raggiungere i quantitativi necessari per ridurre gli attuali ingenti costi di stoccaggio e di trasporto.

A.U.

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