Sono luci e ombre quelle che emergono dal dossier dell’Istat dal titolo “Noi Italia 2012” e, in particolare, dal capitolo dedicato a “Scienza, Tecnologia e Innovazione”, dal quale emerge una marcata arretratezza della Penisola nel settore Ict rispetto agli altri Paesi dell’Unione europea.
Sul fronte dell’accesso a internet tramite banda larga, il mondo delle imprese fa meglio delle famiglie, con una crescita nel numero di connessioni broadband e una riduzione del divario territoriale. Nel dettaglio, la quota che si connette tramite la banda larga fissa a internet è pari in Italia a circa l’83% delle imprese con almeno 10 addetti, in linea con la media Ue27 (84%), ma ancora distante dagli paesi più virtuosi: dal 95% della Spagna al 90% della Francia e all’88% della Germania.
Il ricorso alla banda larga fissa è stato in rapidissima espansione nel nostro Paese dal 2001, quando la utilizzava poco più del 10% delle imprese, al 2008 quando la percentuale è salita a 81 punti. L’analisi territoriale mostra, come negli anni precedenti, una situazione piuttosto differenziata ma in netto miglioramento in termini di scarti tra le regione nelle prime posizione e quelle meno performanti. Nel 2010 la regione Valle d’Aosta si attesta all’apice della classifica con circa il 91% di imprese che adottano connessioni in banda larga mentre le Marche risultano in coda con circa il 73%.
Sul fronte delle famiglie che hanno accesso alla banda larga da casa la situazione fotografata dall’Istat appare invece ben diversa. È il 45,8% a utilizzare una connessione broadband con una forte crescita evidenziata dal 2006, quando la quota si fermava al 14,4%. Incrementi molto più contenuti si registrano invece nell’ultimo anno: dal 43,4% del 2010 al 45,8%.
Nel confronto internazionale, il numero di famiglie è decisamente inferiore alla media europea. La quota di famiglie con almeno un componente tra i 16 e i 74 anni che possiede un accesso ad internet da casa mediante la banda larga è pari al 49% contro il 61% della media europea.
Valori uguali o simili a quello dell’Italia si riscontrano per la Slovacchia (49%) e il Portogallo (50%), mentre Svezia, Danimarca, Paesi Bassi e Finlandia registrano un tasso di penetrazione che supera il 76%. Fanno peggio di noi Bulgaria e Romania che presentano valori al di sotto del 26%.
La disponibilità nelle famiglie di una connessione a banda larga presenta una sensibile variabilità territoriale. Nelle regioni del Centro-Nord quasi il 50% dispone di una connessione veloce; in particolare, ad essere le più attive sono la provincia autonoma di Trento (52,4%), la Lombardia (51,9%) e la Toscana (51%). Nelle regioni del Mezzogiorno la quota di famiglie che dispone di un accesso alla rete mediante banda larga scende al 38,6%. Le regioni più svantaggiate sono Puglia (33,1%), Calabria (36,8%) e Molise (36,9%).
O.O.