La banda larga è un volano sicuro per la ripresa economica, ma servono interventi e provvedimenti che facilitino gli investimenti di nuovi operatori. Questa, in estrema sintesi, la posizione espressa da Assoprovider nella lettera aperta inviata al Ministro Romani, nella quale l’associazione propone una “ricetta” immediatamente attuabile e che non va a incidere sulla spesa pubblica.
L'Associazione dei provider indipendenti chiede, innanzitutto, la razionalizzazione dei contributi amministrativi previsti dall'allegato 10 del D.lgs. 259/03 (Codice delle Comunicazioni Elettroniche) “che presenta – si legge nella lettera - disposizioni in contrasto con l'Art. 12 della Direttiva Europea 2002/20/CE e negano, di fatto, la libera concorrenza costituendo una barriera d'ingresso per migliaia di aziende italiane che si attendono il pieno rispetto dell’Art. 3 della Costituzione”.
Un nuovo imprenditore nel settore delle reti dati in una città con più di 200.000 abitanti, spiega Assoprovider, a causa degli attuali contributi amministrativi, per acquisire il suo primo cliente deve versare allo Stato un contributo amministrativo annuale di 55.000 euro. La proposta è dunque quella di aggiungere una nuova fascia di contributi amministrativi concretamente pensati per l'accelerazione dello sviluppo delle Pmi, con una nuova regola specifica per le piccole e medie imprese delle telecomunicazioni, che consenta di optare per un contributo correlato al fatturato e non stabilito in forma fissa.
Un’altra proposta avanzata da Assoprovider al ministro Romani riguarda la razionalizzazione dello sfruttamento dello spettro radio, richiamando in causa il già citato allegato 10. Quest’ultimo sembra definire lo spettro radio come una risorsa scarsa, soggetta a un regime di canoni decrescenti al crescere delle assegnazioni a un singolo richiedente. In pratica, con questo regime, dall'ottantesima assegnazione in poi, il canone dovuto a parità di larghezza di banda assegnata è un quarto del valore iniziale, rispetto a quello applicato a chi ottiene una prima porzione di spettro.
Secondo Assoprovider il meccanismo dovrebbe essere totalmente opposto. Se lo spettro radio è una risorsa scarsa, al crescere della porzione di spettro assegnata a un unico soggetto, dovrebbe essere maggiore il costo per unità.
L’associazione ritiene dunque importante adeguare i canoni annuali per l'assegnazione dello spettro radio a una cifra pari al 50% di quella massima attuale, senza più alcuna forma di sconto quantità. Oltre a ciò, nel documento si auspica che il canone per le frequenze broadcast degli operatori televisivi che occupano più del 10% dello spettro a loro dedicato sia portato dall'1% al 5%.
Per quanto riguarda il finanziamento delle NGAN (Next Generation Access Network), Assoprovider fa notare le difficoltà incontrate dagli operatori Tlc nel reperire fondi da dedicare alla nuova rete, che per l'80% è costituita dalla struttura edile dall'ultimo miglio. Con un’azione d’informazione e di agevolazione del microcredito, l’associazione ritiene possibile coinvolgere direttamente i cittadini nell’acquisizione dell’ultimo miglio di pertinenza della loro unità immobiliare.
O.O.