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Costruzioni: crollano gli appalti nel Lazio

All'assemblea annuale, Acer lancia l'allarme: gli appalti sono crollati del 45% in due anni

edilizia - 23 settembre 2010

L’industria delle costruzioni, che rappresenta il 30% della ricchezza romana, vive il suo momento peggiore da dieci anni. A denunciarlo è l'Associazione capitolina dei costruttori edili che durante l’assemblea annuale ha evidenziato lo stato di crisi in cui versa il settore. Il Lazio, nei primi otto mesi del 2010, ha registrato un calo del valore degli appalti del 23% rispetto allo stesso periodo del 2009. Ma la flessione è peggiore se si confrontano i dati 2010 con quelli 2008, arrivando a toccare un -45%. A Roma la crisi ha determinato la perdita di 6.000 posti di lavoro tra gli operai negli ultimi due anni. Lo confermano i dati relativi alla cassa integrazione: se nel 2008 le ore autorizzate erano 772mila, nel 2009 si è arrivati a 1 milione e 744mila, con un aumento del 126%. Un andamento che continua nel 2010: nei primi cinque mesi, le ore di Cig hanno compiuto un ulteriore balzo del 50% sugli stessi mesi del 2009.

Ma la crisi non ha colpito soltanto gli operai ma anche gli impiegati del comparto edile: al maggio scorso erano 19mila le ore di cassa integrazione autorizzate, contro le 13mila di tutto il 2009. Oltre la crisi della manovalanza e l'abbandono dei cantieri, quest'ultimo dato dimostra che le imprese stanno smantellando la loro organizzazione e abbandonando il presidio su un'industria che fino a pochi anni era il fiore all’occhiello dell’imprenditoria romana. Secondo la Banca d'Italia, ha sottolineato Acer, a giugno di quest'anno i prestiti delle banche alle imprese di costruzioni ammontavano a 17 miliardi di euro, uno dei valori più alti rispetto alle altre città italiane.

Uno spiraglio di fiducia può comunque essere colto secondo il presidente di Acer, Eugenio Batelli: “mi riferisco ai recenti dati nazionali relativi alla compravendita di immobili nel primo trimestre dell’anno, che hanno fatto segnare una crescita del 2,3%, e alla stipula di mutui che ha segnato un +13,7% sul 2009”. L’uscita del settore dell'edilizia dalla crisi può essere garantito, secondo Batelli, attraverso interventi e risposte concrete alle esigenze del territorio e dei suoi abitanti. “In questa direzione è necessario colmare il deficit infrastrutturale, risolvere i problemi della mobilità – ha concluso il presidente di Acer -, incrementare i servizi e migliorare il decoro urbano. È necessario anche sfruttare quelle occasioni, come le Olimpiadi del 2020, che possono fornire un impulso determinate alla crescita dell'economia e dell'occupazione”.

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