La Penisola appare ben posizionata in Europa in materia di digitale terrestre. È quanto emerge dallo studio di NPA Conseil, elaborato in vista del prossimo Rapporto che il Consiglio francese dell’audiovisivo dovrà consegnare al governo.
Prendendo in esame l’evoluzione della tecnologia e approfondendo la situazione dei singoli Paesi nel passaggio al DVB-T2, la ricerca evidenzia che, a giugno 2011, 15 Paesi europei avevano già effettuato lo switch-off: Austria, Belgio, Croazia, Danimarca, Estonia, Finlandia, Germania, Lussemburgo, Lettonia, Norvegia, Paesi Bassi, Slovenia, Spagna, Svezia e Svizzera.
Un numero che dovrebbe arrivare a 20 per la fine dell’anno con Cipro, Francia, Islanda, Marca e Repubblica Ceca. Due Paesi Ue non hanno invece ancora cominciato la migrazione alla nuova tecnologia di trasmissione radiotelevisiva: Bulgaria e Romania.
Per quanto riguarda la penetrazione del DTT nella abitazioni europee, il trend è crescente e la media che si attesta intorno al 53%. Se si considerano i 5 principali mercati Ue, stando ai dati del dicembre 2010, il digitale terrestre risulta dominante in Spagna (79% il tasso di penetrazione), Italia (71%) e Francia (62%), mentre è più limitata nel Regno Unito (39,9% a luglio 2011) e in Germania e (11,3% a dicembre 2010).
In Spagna sono 17,1 milioni le case collegate al digitale terrestre e il tasso di copertura è del 98%; in Italia 24,3 milioni e 81%; in Francia 26,6 milioni e 90%; Regno Unito 26,7 milioni e 92,5%; in Germania 37,5 milioni e 90%.
I canali minigeneralisti sono i più presenti sulla tv digitale terrestre dei 5 principali mercati europei, che arrivano a 11 in Italia e 14 in Gran Bretagna. L’informazione oscilla tra 3 (Germania, Francia, Gran Bretagna, e Spagna) e 6 canali. I canali per i giovani sono 1 in Francia, 2 in Germania, 3 in Spagna e Regno Unito e ben 4 in Italia. Il Bel Paese si distingue per 6 canali sportivi e il Regno Unito per 6 dedicati alle televendite.
I servizi di pay-Tv su digitale terrestre, presenti in 14 Paesi Ue, rappresentano la parte più grossa dell’offerta: 53% dei canali nazionali Ue contro il 47% di quelli gratuiti. Ta i 5 principali mercati Ue, l’Italia, per via della scarsa presenza di tecnologie alternative - cavo, IPTV e fibra ottica - e della grande attività di Mediaset, è la più dinamica nei contenuti a pagamento su digitale terrestre. Ammonta a 62 miliardi di euro il fatturato totale della pubblicità sempre nei 5 mercati,
O.O.