L’Associazione italiana condizionamento dell’aria, riscaldamento e refrigerazione (Aicarr), ha organizzato a Torino, nella giornata di ieri, un convegno dal titolo “L’attuazione della direttiva Res (Renewable Energy Sources). Opportunità per il risparmio energetico e possibili soluzioni tecnologiche”.
L’evento, patrocinato dall’Ordine degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori della Provincia di Torino (OAT) e dall’Unione Industriale Impiantisti di Torino (UI), nasce dall’esigenza di presentare e analizzare criticamente i problemi e le difficoltà sollevate dal decreto legislativo 28/11 per gli aspetti riguardanti le rinnovabili termiche.
Il provvedimento in questione recepisce la direttiva europea 2009/28/CE sulla promozione dell’uso dell’energia da fonti rinnovabili e risulta fondamentale per la futura evoluzione della progettazione e realizzazione di impianti di climatizzazione nel nostro Paese, di fondamentale interesse per i progettisti e per tutti coloro che operano a vario titolo nel sistema edificio-impianto.
Aicarr ritiene innanzitutto fondamentale che tutti i decreti attuativi che renderanno operativo il decreto siano impostati per favorire nel miglior modo possibile il risparmio energetico. Proprio per questo l’Associazione, dopo aver ufficializzato la propria posizione con la recente pubblicazione del Position Paper ad esso dedicato, ha presentato il documento a tutti gli interessati nell’ambito del convegno di Torino.
Le problematiche di fondo individuate da Aicarr sono due: la possibile incongruenza del dl 28/11 rispetto alla legislazione sull’efficienza energetica e la particolarità del clima mite italiano, che richiede un approccio differente rispetto a quello adatto per il Nord Europa.
Per quanto riguarda il primo aspetto, il dl 28/11 si basa sul concetto di energia finale, intesa come l’energia consumata dall’utente finale, mentre tutta la legislazione sull’efficienza energetica è basata sul concetto di energia primaria. Per il secondo aspetto, alcune tecnologie - come il recupero di calore dall’aria espulsa e dalla condensazione dei gruppi frigoriferi -sono erroneamente escluse dalle fonti rinnovabili.
In taluni casi, entrambe le problematiche portano a premiare con una percentuale maggiore di produzione da energia rinnovabile sistemi che in assoluto consumano più energia. Questa palese incongruenza può essere superata del tutto applicando i metodi di calcolo proposti da Aicarr nel suo documento.
O.O.