Un’evoluzione del 55%, un nuovo meccanismo denominato “55% plus” che, sulla base di un risparmio energetico conseguibile certificato, consenta l’accesso a prestiti agevolati fino ad un tetto individuale e condominiale stabilito, in abbinamento a forme di incentivazione già consolidate come il 55% per le somme rimanenti.
È quanto hanno proposto gli operatori del settore edilizio e l’Enea (Agenzia nazionale per le nuove tecnologie l’energia e lo sviluppo economico sostenibile) durante il convegno “Recupero energetico degli edifici: poniamo le basi della Green Economy italiana”, che si è tenuto in Campidoglio.
Al centro della discussione, quindi, una domanda: come mettere a frutto l'enorme potenziale di risparmio energetico rappresentato dal patrimonio edilizio italiano? La soluzione avanzata dall’Enea e degli operatori dell’edilizia è rendere più efficienti il maggior numero di edifici esistenti sfruttandone l’intero potenziale di risparmio energetico.
In Italia e in Europa il settore dell'edilizia è responsabile per circa un terzo dei consumi energetici totali. Considerate le scarse prestazioni energetiche del 70% dei fabbricati esistenti, è possibile conseguire elevati risparmi energetici attraverso interventi di riqualificazione energetica sostanziale, che interessano l’involucro e gli impianti. Per questo l’Enea è impegnata, in stretta collaborazione con gli operatori del settore, nel definire strumenti e procedure per assicurare una “filiera di qualità” del recupero energetico degli edifici.
“Per accelerare il processo di riqualificazione – ha affermato il commissario Enea, Giovanni Lelli -, con ricadute positive, oltre che sulla riduzione dei consumi energetici, sulla tutela dell'ambiente e sulle opportunità di crescita economica, sono senz’altro utili forme di incentivazione, come dimostrano anche gli ottimi risultati ottenuti con le detrazioni del 55%. Viene interessato infatti non solo il settore delle costruzioni ma anche l’industria italiana di componenti e materiali ad alta prestazione”.
O.O.