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Efficienza energetica: qual e' il ruolo degli enti locali?

Una roadmap degli interventi sul patrimonio edilizio pubblico che e' valutato circa 400 miliardi di euro

edilizia - 12 dicembre 2011

Regioni, Province e Comuni potranno diventare i nuovi e decisivi protagonisti della grande svolta per l’efficienza energetica in edilizia sviluppando progetti adeguati sugli edifici di proprietà pubblica, un patrimonio edilizio valutato in circa 400 miliardi, che deve arrivare a “consumi quasi zero”

Per raggiungere questo obiettivo devono, però, avviare un percorso operativo in grado di sviluppare, insieme con una nuova cultura di gestione, un adeguato flusso di risorse che li metta nella condizione di utilizzare gli interventi di efficienza energetica come strumenti anticongiunturali nella prospettiva della “green economy”.

Sono queste le tematiche affrontate nel corso del convegno “La riqualificazione energetica degli edifici come nuova opportunità di sviluppo. Il ruolo delle Regioni, delle Province e dei Comuni”, promosso dal Tavolo Epbd2, insieme a Eneae Federcasa, con la partecipazione di enti, associazioni e imprese del settore.

La Commissione europea, con la Direttiva sul rendimento energetico degli edifici (EPBD2), con il Piano europeo di Efficienza energetica e con una nuova Direttiva in cantiere, ha chiesto ai Paesi membri di portare rapidamente i propri edifici verso l’obiettivo “consumi quasi zero”. E vuole che siano le proprietà pubbliche a dare il buon esempio, avviando la riqualificazione energetica del proprio patrimonio immobiliare.

In Italia questo progetto raggiunge dimensioni vastissime: il valore economico del patrimonio edilizio dei Comuni si aggira intorno ai 227 miliardi di euro, quello delle Province a 29 miliardi, quello delle Asl ai 25 miliardi. In totale il patrimonio edilizio pubblico è valutato in circa 400 miliardi, cioè un bacino potenziale nel quale gli interventi di efficientamento potrebbero generare enormi risparmi energetici e nuovi posti di lavoro.

Ma gli enti pubblici stanno subendo tutti gli effetti della crisi economica in corso, aggravata dal cosiddetto Patto di stabilità e dalla mancanza di incentivi mirati alla riqualificazione del patrimonio pubblico. Come possono quindi riuscire a trovare risorse per investire nell’efficienza energetica?

Secondo gli esperti intervenuti al convegno, le soluzioni esistenti si presentano in modo complesso – con dispositivi finanziari macchinosi e forme contrattuali specializzate – e risultano scoraggianti, soprattutto per i piccoli Comuni, professionalmente meno attrezzati.

Occorre allora impostare un percorso operativo che spiani la strada agli Enti locali, indicando con chiarezza le soluzioni praticabili caso per caso, il mix di soggetti che devono aggregarsi per raggiungere il risultato, i dispositivi di finanziamento possibili, le formule di garanzia.

Gli strumenti possono essere: i contratti di servizio energia con il Servizio Energia Plus, il project financing, il “leasing in costruendo”, i contratti di garanzia, ma anche gli “standard tecnico-contrattuali-organizzativi ottimizzati di intervento”. E nel mix di soggetti vanno considerate le Società di Servizio Energetico (ESCo), oggi interpreti di un processo di crescente qualificazione.

O.O.

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