Il Ministero dello Sviluppo Economico ha presentato agli operatori telefonici la piano di sviluppo della fibra ottica in Italia, che prevede la creazione di una società, chiamata FiberCo, che si occuperà di realizzare le infrastrutture broadband, portando la fibra ottica entro il 2020 a coprire il 50% delle unità abitative italiane.
La proposta è stata stilata tenendo conto dei numerosi incontri con gli operatori e fa seguito al Memorandum of Understanding siglato da Telecom Italia, Vodafone, Wind, Fastweb, Tiscali, 3 e BT Italia lo scorso 10 novembre.
Il piano prevede che dalle aree di intervento di FiberCo siano esclusi i Comuni dove gli operatori hanno già pianificato investimenti. I gestori dovranno però impegnarsi a coprire nel quinquennio successivo il 50% delle unità immobiliari e dovranno subire una verifica annuale. L'architettura delle infrastrutture passive sarà ibrida, compatibile con le tecnologie Gpon e P2P. Nella proposta del ministero rientra inoltre il piano di migrazione dal rame alla fibra, che dovrà avvenire entro un determinato periodo di tempo e non sarà basato sulle esigenze del mercato o della domanda.
L’iter per la costituzione della società FiberCo è durato mesi ed è stato caratterizzato da alcune difficoltà. Nei giorni scorsi, il presidente di Telecom Italia, Franco Bernabé, ha criticato apertamente l'intervento diretto del pubblico. Il piano presentato dal Governo fa entrare la società guidata da Bernabé in FiberCo, con la possibilità di esercitare l'opzione di acquisizione una volta esaurito il processo di migrazione degli utenti dal rame alla fibra. Inoltre sarà riconosciuto a Telecom Italia un indennizzo per singola linea migrata nell'ambito dei progetti FiberCo.
Comunque le aziende hanno sette giorni di tempo per integrare la proposta con le loro osservazioni. Salvo imprevisti, FiberCo partirà con una sperimentazione entro tre mesi in sei città italiane, probabilmente a partire da Milano, per vedere realizzati i lavori entro aprile 2012.
O.O.