Circa mille tonnellate di pannelli solari che attendono di essere smaltiti, quasi 50mila moduli fotovoltaici guasti e che non sono mai stati montati, riempiono i magazzini italiani. E’ esattamente questa la situazione che emerge, all'indomani di Ecomondo, dai dati di Ecolight, consorzio che si occupa della gestione di RAEE (rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche), pile e accumulatori. Il Consorzio ha presentato recentemente delle proposte per il recupero e la raccolta di pannelli solari.
Come conferma il direttore generale di Ecolight, Giancarlo Dezio ci si trova “davanti ad una montagna di rifiuti per i quali non esiste ancora una normativa precisa”. Con il decreto del 5 maggio 2011, riferito al quarto conto energia, si è stabilito l'obbligo per i soggetti responsabili di dotarsi di un canale corretto di smaltimento per tutti gli impianti che entreranno in funzione dal prossimo 30 giugno, pena la non concessione dei contributi di incentivo.
I produttori e gli importatori, appunto i soggetti responsabili in questione, sono quindi chiamati a rispondere direttamente, tuttavia, con oltre 54 milioni i pannelli solari in esercizio in Italia, l'unico impianto di riciclaggio si trova in Germania.
La diffusione di pannelli fotovoltaici continua a crescere, sin dalle prime installazioni negli anni Novanta, incentivata dai quattro conti energia e dagli incentivi per la produzione di energia pulita. E la necessità di smaltimento, di ricambi, nonostante un pannello duri in media 20-25 anni, è direttamente proporzionale alla diffusione.
Per tali ragioni, sono 1.500 le aziende che hanno aderito al consorzio Ecolight, nato nel 2004, che offre loro un servizio specifico per lo smaltimento e il recupero, con il ritiro dei pannelli rotti su tutto il territorio nazionale e il loro corretto trattamento con il riutilizzo delle materie prime secondo e lo smaltimento delle sostanze non riutilizzabili. Infatti, la maggior parte dei pannelli fotovoltaici è quasi interamente recuperabile, ricavandone silicio, alluminio, plastica, materie prime seconde da reinserire nei cicli produttivi, mentre il tellururo di cadmio (CdTe) è una sostanza particolarmente inquinante da smaltire in maniera corretta.
C.C.