Un gioiello di sperimentazione domotica potrebbe risolvere una problematica classica di condivisione degli spazi comuni come gli uffici: la sensazione che la medesima temperatura in uno spazio sia percepita da qualcuno come “troppo calda” e da altri “troppo fredda”.
Si chiama WristQue, ed è stato messo a punto nei laboratori del Mit (Massachusetts Institute of Technology). Si tratta di un braccialetto a bassa emissione energetica che interagisce con dei sensori collocati all'interno dell'edificio, al fine di monitorare costantemente la percezione della temperatura (e della luce e dell'umidità) sui presenti e regolarla in funzione delle segnalazioni. Joe Paradiso, direttore del Responsive Environments Group al Mit Media Lab, ha riferito al New Scientist che sarà la “chiave per controllare il mondo immersivo dei media interattivi che un giorno ci circonderanno”.
I sensori collocati nell'edificio – che rilevano costantemente la temperatura, la luce e l'umidità – interagiscono con un chip interno al braccialetto; utilizzando segnali radio, essi localizzano l'utente che può segnalare, tramite due pulsanti, se la temperatura è troppo calda o troppo fredda. Ciò che, sostanzialmente faranno i sensori, è calcolare la prevalenza di segnalazioni dai presenti in ufficio e regolare conseguentemente il termometro sulla richiesta maggiore; il cambio richiesto può essere svolto in diversi modi, anche aprendo le finestre o attivando i condizionatori. Finché nell'ambiente non è presente nessuno, i sensori rilevano l'assenza e “settano” una temperatura di default, calcolata in base alle segnalazioni di sensori all'esterno che rilevano la temperatura ideale.
Poiché inoltre di ogni utente viene registrata ogni singola preferenza, dopo una settimana i sensori sono in grado di individuare chi sarà presente di sicuro in quello spazio, autoregolando la temperatura in base alle preferenze espresse nei giorni precedenti. Su un test di tre settimane, questo metodo ha fatto riscontrare un risparmio energetico del 24% (proprio perché, soprattutto in ambienti come gli uffici, spesso i sistemi di air conditioning vengono attivati anche se non necessari).
Il terzo pulsante presente su WristQue, inoltre, permette altri livelli di interazione con i device previsti dal sistema, come televisori o computer che implementano la tecnologia Kinect.
Un'ulteriore applicazione ideata come complemento della tecnologia di WristQue potrebbe trasformarsi in uno strumento di massimo controllo – una sorta di “Big Brother” virtuale. Si chiama Doppellab, ed è una vera e propria realtà virtuale che converte in un 3d interattivo tutte le azioni compiute all'interno di uno spazio dotato di sensori, e le riproduce utilizzando i colori o altre visualizzazioni iconiche in base alla frequenza. In questo modo, pur garantendo l'anonimato degli utenti, è possibile sapere esattamente cosa succede in un ambiente monitorato: la frequenza con cui ci si reca alla macchinetta del caffè, per esempio, o la stanza dove confluisce il maggior flusso di parole.
V.R.