Il comitato scientifico dell’associazione, con sede a Benevento, Futuridea annuncia un nuovo sistema per l’atterraggio di aerei ultraleggeri, messo a punto dall’ingegnere informatico Gianni d’Angelo.
Il Landing Aid System: questo il nome del sistema che grazie ad un sensore, a base di laser o ultrasuoni, rileva la distanza a cui si trova l’aereo dal suolo, riportandoli al pilota tramite cuffie o in altoparlante. L’indicazione corrisponde al momento in cui si può iniziare la discesa, avendo l’esatta percezione, sia in decollo, sia in atterraggio della quota che separa l’aereo dalla pista.
La differenza del dispositivo in via di brevettazione dai tradizionali sistemi di misurazione della distanza dal suolo, gli altimetri, è che esso non si basa sulle variazioni di pressione dell’area e non dipende dalle variazioni di temperatura e pressione. Gli altimetri, infatti, vengono tarati al decollo e se nel luogo di atterraggio non vi sono le stesse condizioni di pressione atmosferica, la misura dell’altezza è alterata.
Come spiega l’Ingegner D’Angelo, le fasi di decollo e atterraggio sono delicatissime, in quanto da una macchina da terra, l’aereo diventa macchina volante e viceversa. La manovra detta di richiamata o flare, ad esempio, inizia a 15 metri di altezza, per terminare quando le ruote del velivolo toccano suolo. Se la misura della distanza da terra dovesse essere calcolata ad un’altezza eccessiva, si raggiungerebbe la velocità di stallo quando l’aereo sarebbe ancora alto sulla pista, con l’alto rischio di provocare cadute o incidenti.
C.C.