Nell'arco di alcuni mesi si sono verificati in diverse parti d’Italia numerose esplosioni di appartamenti palazzine dovuti a fuoriuscite di gas. Questi episodi hanno dimostrato quale sia la pericolosità del gas (metano in particolare) lasciato alla mercé degli utenti a causa di una normativa lacunosa ed equivoca.
La cronologia di questi eventi, gravi e meno gravi, è un vero bollettino di guerra, ma le esplosioni non fanno quasi più notizia.
Ma è possibile che ciò continui ad avvenire, negli anni Duemila ed in un Paese "civile" qual è il nostro? Il presidente di Assoedilizia e vice presidente di Confedilizia Achille Colombo Clerici dichiara:
“C'è molta incoerenza nelle norme di sicurezza che regolano le modalità di uso domestico del gas. Si dispone che i fornelli delle cucine non possano essere venduti, se non sono dotati del dispositivo della valvola termostatica, che impedisce la fuoriuscita del gas in caso di spegnimento della fiamma; e poi si permette che in milioni di case continuino ad usarsi vecchi fornelli che ne sono privi.
Non viene disposta l'installazione obbligatoria, all'interno delle abitazioni, di apparecchiature che interrompano automaticamente l'erogazione del gas, o diano l'allarme, in caso di perdite dell'impianto. Gli apparecchi domestici (cucine, forni) andrebbero "blindati" ad evitare manomissioni da parte di chi vuol far un uso improprio di questa sostanza altamente pericolosa ( ad esempio per tentativi di suicidio o per minacciare e compiere ritorsioni ).
Il tutto sotto la responsabilità degli enti erogatori che dovrebbero, in presenza di difetti, interrompere immediatamente la fornitura del gas. Sui nostri suggerimenti tecnici concorda anche il C.I.G. Comitato Italiano Gas. Manca dunque una normativa di sicurezza rigorosa al proposito”.
Ma anche il gpl in bombole denuncia problemi di sicurezza. Infatti: nel 2007 19 milioni di famiglie hanno utilizzato gas metano, 7.700mila gpl. Gli incidenti: 160 quelli causati da metano (170 nel 2006), 152 da gpl (127 bel 2006). Metano e gpl sono gli unici "esplosivi" che la legge permette di introdurre nelle nostre case (anzi ci vengono somministrati dal sistema) senza peraltro tutelare a sufficienza i cittadini; manca infatti una normativa di sicurezza rigorosa, in grado di impedire o quanto meno ridurre gli incidenti.
Per contenere, se non eliminare, il fenomeno Assoedilizia e Confedilizia, oltre alle misure di sicurezza suesposte, propongono che sia incentivato l'utilizzo di cucine, scaldabagni e impianti di riscaldamento elettrici attraverso:
Queste le proposte di Assoedilizia:
Per meglio coordinare ogni iniziativa di studio e politica in questa materia, Assoedilizia ha istituito una commissione tecnica ad hoc in grado di far pervenire a Governo e Amministratori locali le proprie legittime istanze.