Incoraggiare gli investimenti in infrastrutture nuove e più avanzate e salvaguardare la concorrenza. Sono queste i principali obiettivi della direttiva varata dall’Unione europea in materia di reti internet ultra-veloci, anche note come Ngn (Next generation network). La raccomandazione, adottata il 20 settembre, vuole creare innanzitutto uniformità tra i 27 Paesi membri ma anche porre dei limiti alla discrezionalità delle autorità nazionali, indicando i principi da seguire.
La diffusione delle Ngn, che andranno a integrare o sostituire le tradizionali reti in rame, comporterà importanti cambiamenti nell’economia delle prestazioni di servizi e nella situazione concorrenziale. Sia gli operatori dominanti che i cosiddetti Olo (Other licensed operator), stanno lavorando all’aggiornamento delle reti in rame investendo in reti fibre to the node (Fttn) o fibre to the home (Ftth) ed è quindi essenziale definire delle linee guida che evitino distorsioni del mercato. Nello specifico, la raccomandazione fornisce ai regolatori nazionali gli strumenti per sostenere l’ingresso di nuovi operatori e gli investimenti delle società dominanti.
La Commissione prevede, inoltre, la possibilità di differenziare le regolamentazioni in base alle specifiche condizioni di concorrenza tra mercati e aree geografiche, sulla base di rilevanti differenze competitive nello sviluppo delle reti Ngn. La Raccomandazione, infine, supporta con forza il coinvestimento, indicandolo come uno strumento in grado di ridurre i costi e i rischi degli investitori e di accelerare la diffusione dell’Ftth. È stato calcolato, infatti, che le opere di ingegneria civile rappresentano l’80% dei costi per la realizzazione di una rete e possono essere sostanzialmente ridotti pianificando adeguate misure di coordinamento tra gli operatori.
Per portare la fibra ottica in tutte le case europee entro il 2020 – come delineato nella strategia Europa 2020 al cui interno una delle iniziative più importanti è proprio l'elaborazione dell'Agenda digitale europea - la Commissione ha calcolato la necessità di investimenti compresi tra 180 e 270 miliardi di euro. Anche se molti Stati membri hanno già una strategia nazionale a banda larga, l’esecutivo ha chiesto a ciascun Paese di adottare un piano operativo con concrete misure di esecuzione, comprese le disposizioni per i necessari finanziamenti.