Secondo l'ultimo aggiornamento Ernst & Young, il Country Attractiveness Indices che misura lo stato degli investimenti in tecnologie verdi in 40 Paesi, l'equilibrio del mercato mondiale delle fonti rinnovabili sta cambiando rapidamente. Dall'occidente infatti gli investimenti verdi si stanno spostando verso l'Europa dell'Est, Medio Oriente, Asia, Africa e America Latina.
"I mercati maturi dell'Europa occidentale e degli Stati Uniti - si legge in un comunicato Ernst & Young - sono stati colpiti da una tempesta perfetta con riduzione degli incentivi pubblici, accesso ristretto ai finanziamenti e accresciuta concorrenza delle aziende estere". Così, negli ultimi due anni, sono ben quindici i nuovi Paesi entrati nell'indice elaborato dalla società di consulenza.
In testa alla classifica generale c'è sempre la Cina, leader anche nell'eolico, nonostante sia stato introdotto un iter più complesso per realizzare i parchi eolici, che ora devono essere approvati dall'Amministrazione nazionale per l'energia. Restano secondi, ma perdono un posto nella classifica generale gli Stati Uniti: per quel che riguarda il solare c'è un declino di fiducia degli investitori seguito alla bancarotta di 3 grandi aziende; il programma di garanzie pubbliche sul credito inoltre è terminato e, a fine 2012, finirà anche il sistema incentivante del “production tax credit”.
La Germania, terza nella classifica generale, guadagna un posto grazie all'impegno garantito dalla banca di Stato per lo sviluppo, la KfW, coinvolta nel sostenere la transizione dal nucleare alle rinnovabili. Segnali positivi vengono dall'India grazie anche alle sue politiche incentivanti.
Tuttavia l’Italia, prima fino alla fine degli anni ’90, si è guadagnata un dignitoso quinto posto. Il Belpaese ha superato la Gran Bretagna grazie agli investimenti effettuati nell'ambito dell'energia solare per la quale il nostro Paese è addirittura quarto al mondo. L’Italia è però settima per quanto concerne l’energia prodotta dalle pale eoliche e per ovviare a questa mancanza sta sviluppando impianti di comune accordo con Algeria, Tunisia e Libia.
Due esempi su cui il report si sofferma sono il Brasile, quest'anno entrato nella top ten e la Romania, che aveva esordito nella classifica dei 25 paesi più attraenti solo un anno fa e ora salita fino al 13° posto. Entrambi sono paesi caratterizzati da un fabbisogno di energia sempre maggiore e da un mercato dell'eolico in forte crescita. A far guadagnare punti alla nazione sudamericana è soprattutto il grande successo delle aste per l'eolico, mentre la Romania si è dotata di una nuova legge per incentivare le rinnovabili elettriche che innalza il prezzo del corrispettivo dei nostri certificati verdi ed è definita da Ernst & Young “uno dei più favorevoli sistemi incentivanti in Europa”.
A.U.