“Per la prima volta dal dopoguerra la soglia dei morti sul lavoro è scesa sotto i mille casi/anno. Dopo il calo record di infortuni del 2009, in parte dovuto agli effetti della difficile congiuntura economica, il 2010 ha registrato un'ulteriore contrazione di 15.000 denunce, per un totale di 775.000 complessive, a conferma del miglioramento ormai strutturale dell'andamento infortunistico in Italia". Così il presidente dell'Inail, Marco Fabio Sartori, ha valutato l’andamento infortunistico del 2010in occasione della presentazione del Rapporto Annuale redatto dall’Istituto.
Venendo ai numeri, il confronto tra il 2009 e il 2010 conferma l'andamento decrescente degli infortuni, anche se in misura molto più contenuta rispetto al periodo precedente, con una contrazione dell'1,9% dei casi denunciati e un numero di decessi che, per la prima volta dal dopoguerra, scende sotto i mille casi. Tenendo conto dell'aumento dell'occupazione (+5,9%), la flessione del dato infortunistico - nel periodo 2001-2010 - raggiunge la percentuale del 28,4%.
Il calo degli infortuni si è concentrato in agricoltura (-4,8%), industria (-4,7%), edilizia (-12,4%). In crescita invece gli infortuni nel comparto servizi (+0,4%). Il trend ha interessato l’Italia intera dal Nord al Sud – con -1,3% Nord-Ovest, -1,6% Nord-Est, -1,8% del Centro, -3,2% del Mezzogiorno – e le regioni più “virtuose” sono state Campania (-6,5%), Piemonte (-3,6%),Veneto (-2,5%).
Le regioni che registrano, invece, il maggior numero di denunce per infortunio sono la Lombardia (133mila casi), Emilia Romagna (106mila) e Veneto (87mila), che accumulano da sole il 42% delle denunce nazionali, in una Nord che complessivamente è investito da una quantità di infortuni pari al 60% del numero nazionale. Si tratta però di una zona che con il 52% degli occupati italiani ha la maggior densità occupazionale del Paese.
Tra le modalità in cui avviene l’infortunio, sono quelli in itinere che hanno conosciuto nel 2010 la riduzione maggiore (-4,7%) passando dai 93.037 casi del 2009 a 88.629. Contenuta invece all’1,5% la riduzione degli infortuni in occasione di lavoro, che rappresentano circa il 90% del complesso delle denunce.
L’Inail ricorda, infine, come in queste cifre non rientrino gli infortuni dei cosiddetti lavoratori in nero. L'Istat ha recentemente diffuso le stime per il 2009 del lavoro sommerso indicandolo in quasi 3 milioni di unità di lavoro (ULA). Partendo da questi dati l’Inail valuta che per il 2009 si tratti di circa 165mila infortuni “invisibili” rientranti per lo più in un range di gravità medio-lieve.
O.O.