Legge di delegazione europea 2015: ecco le deleghe in materia ambientale | Periti.info

Legge di delegazione europea 2015: ecco le deleghe in materia ambientale

Pubblicata il 1° settembre sulla GU, la legge di delegazione europea 2015 introduce principi e criteri specifici di delega per il recepimento di tre direttive in materia ambientale. Vediamole

legge delegazione europea 2015
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Per quanto riguarda la materia ambientale, la legge di delegazione europea 2015, in vigore dal prossimo 16 settembre, introduce principi e criteri specifici di delega per il recepimento di tre direttive europee:

  1. direttiva (UE) 2015/720 relativa alla riduzione dell’utilizzo di borse di plastica in materiale leggero (art. 4);
  2. direttiva (UE) 2015/1513 relativa alla qualità della benzina e dei combustibili diesel (art. 16);
  3. direttiva (UE) 2015/2193 sulle emissioni in atmosfera di inquinanti originati da impianti di combustione medi (art. 17).

Vediamole nello specifico.

Borse di plastica biodegradabile

All’art. 4 della Legge n. 170/2016, infatti, si legge che il Governo, entro 60 giorni dalla entrata in vigore della legge citata, è obbligato ad esercitare la delega per l’attuazione della direttiva (UE) 2015/720 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 29 aprile 2015, di modifica della direttiva 94/62/CE per quanto riguarda la riduzione dell’utilizzo di borse di plastica in materiale leggero.
Nell’esercizio della delega, il Governo è tenuto a seguire prioritariamente specifici princìpi e criteri direttivi , oltre quelli generali:

  1. garanzia del medesimo livello di tutela ambientale assicurato dalla legislazione già adottata in materia, prevedendo il divieto di commercializzazione, le tipologie delle borse di plastica commercializzabili e gli spessori già stabiliti;
  2. divieto di fornitura a titolo gratuito delle borse di plastica ammesse al commercio;
  3. progressiva riduzione della commercializzazione delle borse di plastica fornite per igiene o come imballaggio primario per alimenti sfusi diversi da quelli compostabili e realizzate, in tutto o in parte, con materia prima rinnovabile;
  4. abrogazione, a decorrere dal prossimo 16 settembre, della parte della legge finanziaria 2007 relativa al programma sperimentale a livello nazionale per la progressiva riduzione della commercializzazione di sacchi non biodegradabili e dell’articolo 2 del DL 2/ 2012, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 marzo 2012, n. 28, relativo alle disposizioni in materia di commercializzazione di sacchi per asporto merci nel rispetto dell’ambiente;
  5. previsione di una campagna di informazione dei consumatori diretta non solo ad aumentare la generale consapevolezza sugli impatti nocivi delle borse di plastica sull’ambiente e ma anche per eliminare la convinzione che la plastica sia un materiale innocuo e poco costoso, favorendo il raggiungimento degli obiettivi di riduzione dell’utilizzo di borse di plastica;
  6. previsione di programmi di sensibilizzazione per i consumatori in generale e di programmi educativi per i bambini, diretti alla riduzione dell’utilizzo di borse di plastica nonché, anche nelle more dell’adozione da parte della Commissione dell’Unione europea delle misure specifiche previste dall’articolo 8-bis della direttiva 94/62/CE del Parlamento europeo e del Consiglio per le borse di plastica biodegradabili e compostabili, di programmi di sensibilizzazione per i consumatori che forniscono le informazioni corrette sulle proprietà e sullo smaltimento delle borse di plastica biodegradabili e compostabili, di quelle oxo-biodegradabili o oxo-degradabili e delle altre borse di plastica.

 

 

Qualità della benzina e dei combustibili diesel

Nell’esercizio della delega per l’attuazione della direttiva (UE) 2015/1513 di modifica della direttiva 98/70/CE, relativa alla qualità della benzina e del combustibile diesel, e della direttiva 2009/28/CE, sulla promozione dell’uso dell’energia da fonti rinnovabili, i principi e le direttive specifiche, che il Governo è tenuto a seguire, prevedono di :

  1. adottare le definizioni di residuo della lavorazione e di residui dell’agricoltura, dell’acquacoltura, della pesca e della silvicoltura introdotte dalla direttiva (UE) 2015/1513, al fine di consentire la massima utilizzazione delle opportunità di impiego di residui per produrre biocarburanti;
  2. valutare la possibilità di concorrere all’adempimento degli obblighi di cui alla direttiva 98/70/CE, per assicurare il perseguimento degli obiettivi di riduzione delle emissioni di gas serra attraverso una regolamentazione specifica che eviti la competizione tra biocarburanti e risorse alimentari.

Emissioni in atmosfera di agenti inquinanti

Per quanto riguarda la delega per l’attuazione della direttiva (UE) 2015/2193 del Parlamento europeo e del Consiglio relativa alla limitazione delle emissioni nell’atmosfera di taluni inquinanti originati da impianti di combustione medi, il Governo oltre a riordinare il quadro normativo degli stabilimenti che producono emissioni nell’atmosfera, deve osservare i seguenti princìpi e criteri direttivi specifici:

  1. aggiornare la disciplina generale relativa agli stabilimenti che producono emissioni nell’atmosfera non soggetti ad autorizzazione integrata ambientale, mediante la modifica e l’integrazione delle disposizioni della parte quinta del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, riferite a tali stabilimenti per quanto riguarda l’installazione e l’esercizio, le procedure autorizzative, la determinazione dei valori limite di emissione, i controlli e le azioni conseguenti ai controlli;
  2. razionalizzare le procedure autorizzative per gli stabilimenti non soggetti ad autorizzazione integrata ambientale, anche per garantire il coordinamento con la normativa vigente in materia di autorizzazione unica ambientale;
  3. aggiornare l’allegato I alla parte quinta del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, (relativo ai valori di emissione e alle prescrizioni) riducendo i vigenti valori limite di emissione alla luce delle migliori tecnologie disponibili, con priorità per gli impianti di combustione e per la classificazione delle sostanze inquinanti;
  4. riconoscere agli impianti di combustione medi esistenti un periodo di tempo sufficiente per adeguarsi sul piano tecnico alle nuove prescrizioni;
  5. aggiornare il sistema delle sanzioni penali e amministrative previsto dal TU ambiente in conformità alla normativa generale sulla partecipazione dell’Italia alla formazione e all’attuazione della normativa e delle politiche dell’Unione europea, in modo da assicurare l’effettività, la proporzionalità e la dissuasività delle misure sanzionatorie relative agli stabilimenti non sottoposti ad autorizzazione integrata ambientale, tenendo conto delle sanzioni previste per violazioni di analoga natura commesse nell’esercizio degli stabilimenti sottoposti ad autorizzazione integrata ambientale, nonché dello specifico impatto emissivo degli stabilimenti da disciplinare.

 

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