Rinnovabili, la Corte di giustizia Ue precisa la nozione di “energia idraulica” | Periti.info

Rinnovabili, la Corte di giustizia Ue precisa la nozione di “energia idraulica”

Il caso di una piccola centrale idroelettrica non di pompaggio, situata presso lo scarico di acque reflue industriali

Idroelettrico
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Con la sentenza del 2 marzo 2017 causa C 4/16, la Corte di giustizia europea ha chiarito che la nozione di ‘energia da fonti rinnovabili’ (articolo 2, secondo comma, lettera a), della direttiva 2009/28/CE), “deve essere interpretata nel senso che essa include l’energia prodotta da una piccola centrale idroelettrica, diversa da una centrale di pompaggio ad accumulazione o da una centrale di pompaggio turbinaggio, situata presso il punto di scarico delle acque reflue industriali di un altro impianto, il quale ha prelevato precedentemente l’acqua per sue proprie finalità”.

Il fatto

Un’impresa polacca che esercitava attività di produzione di elettricità in due piccole centrali a biogas e in una piccola centrale idroelettrica, situata presso il punto di scarico delle acque reflue industriali di un altro impianto, non dedito alla produzione di elettricità, si era vista negare la proroga della concessione dei benefici previsti dalla normativa europea, con la motivazione che solo le centrali idroelettriche che utilizzavano l’energia del moto ondoso, maremotrice e del salto dei fiumi potevano essere considerate impianti di produzione di energia da fonti rinnovabili.

Il Tribunale di Varsavia per la tutela della concorrenza e dei consumatori respingeva il ricorso presentato dall’impresa, in base alla considerazione che, dalla definizione di fonte energetica rinnovabile della legge polacca sull’energia, risulta che l’elettricità prodotta in una centrale idroelettrica, che non sia una centrale di pompaggio, situata presso il punto di scarico delle acque reflue industriali di un altro impianto, non può essere considerata come prodotta da una fonte energetica rinnovabile.

L’impresa si rivolgeva alla Corte d’appello, sostenendo che nella fattispecie è irrilevante come l’acqua sia stata prelevata dall’altro impianto e che la legge nazionale sull’energia è contraria all’articolo 2, secondo comma, lettera a), della direttiva 2009/28, in quanto esso fa riferimento all’”energia (…) del salto dei fiumi” e non alla più ampia nozione di ‘energia idraulica’ utilizzata dalla direttiva.

Il giudice di secondo grado sospendeva il procedimento e sottoponeva alla Corte di giustizia europea la seguente questione pregiudiziale:

Se la nozione di energia idraulica, quale fonte energetica rinnovabile, contenuta nell’articolo 2, secondo comma, lettera a), in combinato disposto con l’articolo 5, paragrafo 3, e con il considerando 30, della direttiva 2009/28, debba essere interpretata nel senso che essa si riferisce esclusivamente all’energia prodotta dalle centrali idroelettriche che sfruttano il salto delle acque superficiali interne, compreso il salto dei fiumi, o anche all’energia prodotta da una centrale idroelettrica (che non sia né una centrale di pompaggio ad accumulazione né una centrale di pompaggio-turbinaggio) situata presso il punto di scarico delle acque reflue industriali di un altro impianto.

Considerando che le direttive 2009/28 e 2003/54 non definiscono la nozione di energia idraulica e che le disposizioni del diritto nazionale polacco in vigore riguardano unicamente l’energia prodotta dal salto di acque fluviali naturali, occorreva chiarire se l’energia idraulica, in quanto energia da fonte rinnovabile, include l’energia prodotta sfruttando il flusso gravitazionale di corsi d’acqua artificiali quando:

  • tale acqua sia stata accumulata da un altro impianto, per suoi propri scopi, ricorrendo ad altra energia,
  • la centrale idroelettrica in questione non sia né una centrale di pompaggio ad accumulazione né una centrale di pompaggio-turbinaggio.

La sentenza

La Corte Ue ha accolto le tesi dell’impresa ricorrente, poiché:

  • costituisce ‘energia da fonti rinnovabili’, secondo l’articolo 2, secondo comma, lettera a), della direttiva 2009/28, ogni energia idraulica, sia quella fornita da un flusso d’acqua naturale sia quella fornita da un flusso d’acqua artificiale, con l’unica eccezione dell’elettricità prodotta in centrali di pompaggio che utilizzano acqua precedentemente pompata a monte;
  • non rientra invece nella nozione di energia idraulica da fonti rinnovabili ai sensi della direttiva 2009/28, l’elettricità proveniente dall’energia idraulica fornita da un salto d’acqua artificiale qualora quest’ultimo sia stato creato a monte mediante pompaggio al solo scopo di produrre energia a valle;
  • nel caso specifico, la piccola centrale idroelettrica non è una centrale di pompaggio ad accumulazione né una centrale di pompaggio-turbinaggio, quindi non rientra nell’eccezione indicata dalla direttiva 2009/28; inoltre, il salto d’acqua artificiale che essa sfrutta è costituito dalle acque reflue di un impianto terzo, il quale l’ha prelevata per attività sue proprie.

Si legge nella sentenza che “escludere dalla nozione di energia idraulica da fonti rinnovabili tutta l’elettricità proveniente da energia idraulica fornita da corsi d’acqua artificiali – e ciò solo perché si tratta di corsi d’acqua di tale natura – sarebbe contrario (…) alla realizzazione degli obiettivi della direttiva 2009/28: promuovere l’energia da fonti rinnovabili per ridurre le emissioni di gas a effetto serra, garantire gli approvvigionamenti energetici, favorire lo sviluppo tecnologico e l’innovazione e creare posti di lavoro nonché sviluppo regionale.”

La Corte di giustizia Ue osserva inoltre che “un’esclusione generale (…) sortendo l’effetto di scoraggiare qualsiasi produzione di elettricità da energia idraulica fornita da un flusso d’acqua artificiale, anche quando tale salto d’acqua artificiale esista a motivo della presenza, a monte, di un’attività produttiva, indipendentemente da qualsivoglia sfruttamento a valle delle sue acque reflue per produrre elettricità, e anche quando tale elettricità sia prodotta senza ricorrere a un sistema di accumulazione per pompaggio, potrebbe ridurre la quantità di energia idraulica ammissibile al beneficio delle misure di promozione della produzione di energia da fonti rinnovabili, che gli Stati membri devono mettere in atto, in ottemperanza alla direttiva 2009/28.”

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