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Anche Italcementi soffre la crisi

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Anche il Gruppo Italcementi, leader mondiali del suo settore  soffre la crisi: nel 2009, le vendite di cemento e clinker sono state pari a 55,7 milioni di tonnellate (-11,1% a perimetro storico), quelle di inerti a 39,1 milioni di tonnellate (-17,8%) e quelle di calcestruzzo hanno totalizzato 11,2 milioni di metri cubi (-19,2%).

Per quanto riguarda le vendite di cemento, a fronte di una riduzione dei volumi più accentuata nei Paesi industrializzati, Egitto e Cina hanno segnato un significativo incremento mentre il Marocco ha confermato i buoni livelli dell’anno precedente. La flessione è risultata però meno pronunciata nel 4° trimestre in tutti i settori di attività.

I volumi di vendita dell’anno, a parità di perimetro, evidenziano un calo dell’8,9 % nel cemento (a 46,5 milioni di tonnellate), del 17,8 % negli inerti (a 39,1 milioni di tonnellate) e del 21,5 % nel calcestruzzo (a 11,2 milioni di metri cubi), lasciando intendere che il momento più nero della recessione è alle spalle, ma che non si vedono ancora significativi segnali di ciò che potremmo definire ripresa.

Questo significa che i ricavi complessivi del gruppo Italcementi hanno superato di poco i 5 miliardi di euro, in flessione del 13,6% rispetto al 2008. Il risultato avrebbe potuto essere più pesante se il quarto trimestre le vendite di cemento non avessero segnato un andamento positivo nei paesi emergenti in cui è presente il gruppo italiano, con l’eccezione di Bulgaria e Turchia.

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