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Arriva Nowaste:il robot che elimina i rifiuti

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Si chiama Nowaste (New organic waste sustainable treatment engine) ed è il rivoluzionario risultato di una ricerca d’avanguardia realizzata nell’ambito del programma europeo Life, in compartecipazione con la Regione Sicilia e sotto l’egida dell’Università di Catania.

Obiettivo del progetto: ridurre a zero la spazzatura. Il nuovo robot per il trattamento sostenibile dei rifiuti organici, frutto di un’idea dell’Istituto di ricerca, sviluppo e sperimentazione sull’ambiente e il territorio (Irssat), ha subito trovato a Bruxelles l’adesione dei responsabili del programma Life, che si occupa appunto di ogni forma di ricerca mirata alla salvaguardia dell’ambiente.

Il progetto catanese rientra infatti fra i 116 approvati dalla Commissione europea in 17 diverse nazioni e godrà di un finanziamento del 50% dei costi ammissibili, per poco più di 1 milione di euro.

La presentazione del prototipo ha chiuso la prima fase, quella che dalla idea originale, attraverso una fase sperimentale, ha portato alla realizzazione della macchina e alla verifica del suo funzionamento in laboratorio.

Il meccanismo Nowaste prevede, dopo la triturazione dei rifiuti, l’uso di una miscela di enzimi che in maniera inodore trasforma in pre-compost quei rifiuti che non possono essere smaltiti con la raccolta differenziata, e che vengono usualmente conferiti in discarica.

Alla fine del ciclo, il pre-compost potrà essere conferito alle aziende di compostaggio. Il prodotto finale, in base ai test effettuati, è idoneo anche all’utilizzo in agricoltura biologica e potrà quindi essere commercializzato.

Se il sistema Nowaste dimostrerà di funzionare su vasta scala, potrebbero trasformarsi nel primo passo di una innovativa catena di produzione di prodotti biologici.

La sfida che attende ora l’Irssat è proprio di avviare una fase di utilizzazione su vasta scala del sistema, sotto il controllo dei tecnici della Commissione europea e del Ministero dell’Ambiente, insieme alla Regione Siciliana, in collaborazione con l’azienda bio Med e il dipartimento di economia del territorio dell’Università di Catania. La sperimentazione prevede il coinvolgimento di tre comuni partner: Castelmola, Gaggi e Melilli. Inizialmente i prototipi verranno installati presso le famiglie campione per 6 mesi, poi per 12 fino ad arrivare alla sperimentazione massiccia che coinvolgerà tutti i nuclei familiari del Comune di Castelmola (circa 400), il 50% delle famiglie residenti a Gaggi, mentre a Melilli è previsto l’impiego di circa 200 prototipi in un quartiere selezionato.

di O.O.

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