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Con l'Aquapod una nuova tecnologia per l'itticoltura

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Il progetto Velella Research Project è portato avanti dai biologi marini delle Kampachi Farms, una compagnia di itticoltura delle Hawaii, a Big Island, specializzata nella qualità di tonno chiamata appunto Kampachi o Almaco jack. 

Si tratta di un sistema pioniero di una tecnologia con l’obiettivo di arginare i danni dell’acquacoltura tradizionale, tramite una rete sferica dal diametro di 6-7 metri, l’Aquapod, che raccoglie i pesci e galleggia in oceano aperto.

Il dispositivo è una rete sferica in ottone che, anziché essere bloccata in un punto, può essere trasportata in acque profonde fino a 3,657 metri, seguita da un’imbarcazione da cui i biologi che conducono lo studio monitorano i pesci e li nutrono. L’Aquapod è anche controllato da un sistema GPS con base sulla terraferma, in quanto l’imbarcazione  è costretta ad effettuare cambi di rotta.

I metodi tradizionali di acquacoltura hanno come controindicazione che i pesci dell’allevamento rilasciano nelle acque circostanti allo stabilimento i residui degli antibiotici e delle sostanze chimiche anti-alghe utilizzati. 

Inoltre, i pesci non nativi della zona, scappando dalle reti, stravolgono l’equilibrio ecologico locale. Per tali ragioni, l’Aquapod del Velella Research Project si rivela estremamente interessante: la rete d’ottone resiste al biofuel, cosicchè non sono necessarie sostanze chimiche anti-alghe e gli alimenti per i pesci sono perlopiù proteine agricole derivanti dalla soia.

C.C.

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