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Confedertecnica scrive al Governo sulla legge di Stabilita’ 2014

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“La presente nota intende nuovamente rappresentare alle Istituzioni Governative alcune tesi prioritarie delle libere professioni del comparto tecnico, nella impostazione, ben identificabile, data dalle rappresentanze sindacali di architetti, geometri, ingegneri, periti, rappresentative di interessi omogenei di sviluppo ed occupazione, a prescindere dalle ulteriori concessioni agli Ordini professionali del ruolo di garanzia diffusa pleonasticamente anche recentemente a loro attribuito”.

Esordisce così la nota che Confedertecnica, che riunisce Federarchitetti, Federgeometri, – Federperiti industriali, Inarsind, ha presentato al Governo per indicare i primi indirizzi di intervento, che non necessitano di oneri finanziari, in grado di innescare un processo di sviluppo del settore delle libere professioni tecniche.

“È da considerarsi concluso il tempo delle modifiche e dei pannicelli caldi – si legge ancora nella nota -, occorre una profonda revisione delle procedure che regolano la presenza dei professionisti nei processi di sviluppo. La burocrazia non può continuare ad eludere i temi del comparto libero professionale cedendo alle istanze di soggetti più forti (pubblico impiego/enti locali/grandi imprese), né la politica può ancora relegare a margine le potenzialità di crescita delle libere professioni tecniche”.

“La soluzioni delle criticità insite nel sistema delle professioni tecniche impone che le stesse dovrebbero essere affrontate nei tavoli tecnici dei Ministeri competenti con la presenza contemporanea di tutte le componenti professionali di rappresentanza dei professionisti e dagli Ordini, quali organi ministeriali di controllo, evitando il prevalere di interessi di parte”.

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