Da Archingegno l’edificio ad impatto zero che sembra un uovo | Periti.info

Da Archingegno l’edificio ad impatto zero che sembra un uovo

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L’hanno definito “L’uovo di struzzo con gli occhi di mosca”per la sua forma caratteristica, il progetto dell’architetto Giuseppe Magistretti dello studio di progettazione “Archingegno” di Milano.

Si tratta del primo edificio bioclimatico cioè una struttura che sfrutta le risorse ambientali attraverso l’orientamento e la forma.

 Ma come nasce l’idea di costruire un edificio a forma di uovo di struzzo? “Questa forma “è la più contenitiva per la dispersione termica.” riferisce l’architetto, che opera nel settore delle energie rinnovabili occupandosi in modo particolare della ricerca tipologica di manufatti edilizi ecologicamente compatibili ed energeticamente autosufficienti.

 Un edificio a sezione ellittica, infatti, presenta le migliori caratteristiche per conservare il calore d’inverno e rimanere fresco d’estate. Questa convinzione si basa sul fatto che un edificio di questo tipo combina il massimo volume utile con la minima superficie esterna e offre la minima resistenza aerodinamica ai venti.

E poi, si è pensato di risolvere il problema della filtrazione dei raggi solari e della regolazione dell’intensità luminosa, con un altrettanto singolare sistema di difesa che lo fa assomigliare all’occhio di mosca.

Ma come funziona? Ci sono due esagoni concentrici funzionanti a doppio schermo, che permettono di selezionare, nelle stagioni e nelle diverse ore del giorno, i raggi di incidenza dell’energia solare. Questo sistema, come spiega l’ideatore del progetto, permette di mantenere il calore nelle ore notturne con uno sfasamento di 6-8 ore.

Inoltre sul tetto, è stata inserita una pala eolica ad asse verticale installata alla sommità del condotto di ventilazione naturale, e per finire l’edificio possiede anche  un impianto per l’energia geotermica del terreno circostante.

E i lampioni? Anche quelli sono stati pensati per garantire il massimo comfort. È previsto, infatti, un sistema di lampioni specchio, che nel periodo invernale «permette di portare il sole anche a nord».

Si tratta in sostanza di un progetto “altamente qualitativo” che permette un saldo tra l’energia consumata e quella prodotta dall’edificio assimilabile tra le migliori categorie, attestandosi su un valore inferiore ai 30 kWh per metro quadro all’anno.

Ma quanto costa un edificio con queste caratteristiche? Secondo l’architetto questo dipende dalle scelte dei dettagli. Ma orientativamente si calcola il 20% in più rispetto ad una struttura tradizionale certificata con la stessa categoria. Un investimento che per Magistretti può essere ammortizzato nell’arco di 5 anni.

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