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Edilizia: la crisi del settore impone risposte immediate

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La crisi durissima ha provocato uno scossone per le imprese edili con un crollo negli investimenti del 6,4% nel 2010 mentre per l’anno in corso la perdita prevista è pari al 2,4%. Il settore delle costruzioni vive ancora una situazione di grande difficoltà, ma guardando al futuro non possiamo arrenderci perché in Italia c’è un forte bisogno di interventi per mettere in sicurezza i territori, riqualificare le città e fare i collegamenti infrastrutturali per rendere il nostro Paese più competitivo”.

Sono queste le parole del presidente dell’Ance, Paolo Buzzetti, intervenuto al Samoter – il salone internazionale delle macchine movimento terra, da cantiere e per l’edilizia – che si è aperto  il 2 marzo a Verona, insieme al ministro delle Infrastrutture, Altero Matteoli, al presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, al vicepresidente Ance, Andrea Marani, e al presidente di Veronafiere, Ettore Riello.

“Dall’inizio della crisi abbiamo perso 250.000 occupati, considerando anche l’indotto – continua Buzzetti -. È arrivato il momento quindi di utilizzare le risorse disponibili, perché finora i tempi sono stati inaccettabili, del tutto incompatibili con i tempi della crisi. Bisogna attivare subito il piano delle piccole opere già cantierabili fermo al Cipe da un anno e mezzo. Guardiamo adesso con attenzione al pacchetto di interventi di semplificazione studiato con il Governo, che dovrebbe essere ufficializzato a giorni, perché ridurre i tempi e la burocrazia è la chiave strategica per far ripartire il settore e l’intera economia”.

“Dal canto nostro – conclude il presidente dell’Ance – dobbiamo avere più coraggio nel confrontarci con il nuovo mercato, puntando sulla qualità del costruito, l’efficienza energetica e la sostenibilità ambientale”.

di O.O.

 

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