Elettronica ed elettrotecnica italiane volano in Turchia

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Il progetto Vision 2023 stima in 130 miliardi di dollari l’importo totale degli investimenti da effettuare per soddisfare il fabbisogno energetico della Turchia entro il 2023. Importante occasione d’intervento per le aziende elettroniche ed elettrotecniche italiane.

Una grande opportunità per le società italiane rappresentate da Anie, la federazione italiana che raggruppa le imprese elettrotecniche ed elettroniche, che partecipa alla missione economica organizzata da Confindustria, Ice, Abi, Unioncamere e Rete Imprese Italia, sotto l’egida del Ministero degli Affari Esteri e del Ministero dello Sviluppo Economico, in corso di svolgimento in Turchia. Sono infatti 22 le aziende italiane partecipanti alla missione, che rappresentano l’eccellenza dell’industria elettrotecnica ed elettronica nazionali e che cercheranno di intercettare la significativa e crescente richiesta di tecnologia presente in Turchia.

Le importazioni turche hanno chiuso il 2011 con una crescita superiore al 24% a oltre 173 miliardi di euro. Principali Paesi fornitori sono Germania (per i prodotti manufatti) e Iraq (materie prime, petrolio). L’Italia si conferma quarto Paese fornitore del mercato turco con una quota vicina al 6%. Per il 2011 il saldo commerciale risulta in negativo di 76 miliardi di euro. Nel 2011 le esportazioni italiane verso la Turchia hanno superato la soglia dei 10 miliardi di euro con una crescita a doppia cifra (+22%).

Il comparto industriale dell’elettrotecnica ed elettronica incide per oltre il 7% del totale esportato verso il mercato turco. Nel dettaglio, i comparti dell’elettrotecnica italiana che hanno generato più esportazioni verso la Turchia nel 2011 sono stati: le tecnologie per la produzione, trasmissione e distribuzione di energia (179,2 milioni di euro), gli apparecchi domestici e professionali (65,2 milioni di euro) e i cavi (79,3 milioni di euro). Per quanto riguarda l’industria elettronica, a risultare prevalenti nel 2011 sono state le vendite di apparecchi di automazione e misura (127,8 milioni di euro).

La principale occasione d’intervento per le aziende Anie riguarda il settore dell’energia elettrica. A livello mondiale la Turchia è uno dei mercati a più rapida crescita con riferimento alle infrastrutture elettriche, la domanda di energia elettrica aumenterà a un tasso annuo del 6%, come risultato del processo di liberalizzazione del settore avviato nel 2001. Il governo turco incoraggia gli investitori sia nazionali che stranieri nella realizzazione di progetti energetici in Turchia, con particolari incentivi per quanto riguarda le energie rinnovabili.

Secondo il progetto Vision 2023, si prevedono obiettivi significativi che includono: 125.000 MW di potenza installata (dai 54.423 MW del 2010); aumento della quota di energie rinnovabili sino al 30% entro il 2023; 60.717 km di linee di trasmissione (da 49.104 km del 2010); 158.460 MVA della capacità di distribuzione (dai 98.996 MVA del 2010); diminuzione delle perdite di energia elettrica del 5% annuo ed estensione dell’uso delle smart grid; la costruzione di 8 reattori nucleari con una capacità di 10.000 MW; la costruzione di 4 reattori nucleari con una capacità di 5.000 MW; la costruzione di centrali elettriche a carbone con una capacità di 18.500 MW; il pieno utilizzo delle risorse idriche; aumento dell’energia eolica a 20.000 MW (rispetto ai 1.694 MW del 2010); realizzazione di impianti geotermici con una potenza di 600 MW, e impianti solari con una potenza di 3.000 MW.

Un’altra opportunità di business per le aziende italiane potrebbe riguardare il settore del trasporto ferroviario. Il Ministero turco dello Sviluppo ha annunciato il programma di investimenti pubblici previsti nel 2012 in cui sono enumerati più di 2.600 progetti con uno stanziamento per l’anno in corso di 16,6 miliardi di euro sul valore complessivo delle opere da realizzare pari a 154 miliardi di euro.

Tra i progetti prioritari, nuove iniziative di sviluppo nell’Anatolia Sud-orientale, il tunnel ferroviario sotto il Bosforo (progetto Marmaray) e le linee metropolitane di Ankara e Istanbul. Si aggiungono le infrastrutture di supporto (depositi ferroviari) per l’Alta Velocità ferroviaria, numerosi progetti di elettrificazione, alcune autostrade, il progetto del porto di Candarli, l’attraversamento della baia di Izmir, la connessione ferroviaria con l’aeroporto di Ankara e la linea metro Kabatas-Mahmutbey a Istanbul

O.O.

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