Efficienza energetica nei condomini, tanto 'amore' ma anche 'odio' | Periti.info

Efficienza energetica nei condomini, tanto ‘amore’ ma anche ‘odio’

wpid-17386_condominio.jpg
image_pdf

Pur essendo sempre di più al centro delle questioni quotidiane relative al ‘condominio’, l’efficienza energetica viene percepita spesso come un ‘pomo della discordia’, un argomento divisivo che scatena un’infinità di controversie. A sottolinearlo è un’indagine, realizzata da Anaci, l’Associazione nazionale amministratori condominiali e immobiliari, ed elaborata da Senaf in occasione di Proenergy+Bari, la fiera-convegno dedicata all’efficienza energetica e alle energie rinnovabili in programma a Bari dal 21 al 23 novembre 2013.

Gli amministratori di condominio, interrogati a proposito delle cause principali delle contese, hanno individuato sia fattori economici, come i costi elevati delle operazioni, per l’80,9% e la difficoltà delle famiglie nell’accesso al credito, per il 22,8%, sia la difficoltà ad orientarsi nel mondo dell’efficienza energetica. I litigi, spiegano gli amministratori, sono alimentati anche dalla scarsa informazione dei condòmini sulle tecnologie da adottare, almeno secondo il 40,9% del campione; a ciò va aggiunta anche la scarsa conoscenza dei benefici in termini di risparmio economico, mancanza sottolineata dal 37,9%, e l’incertezza sul futuro delle normative di incentivazione, secondo il 22,8%.

Eppure, superate le difficoltà conflittuali, l’indagine può confermare i concreti benefici in termini di risparmio: dalla rilevazione effettuata da Anaci Padova su campione nazionale emerge che, ad un anno di distanza, gli interventi effettuati su abitazioni dotate di sistemi di riscaldamento centralizzato, hanno generato per il 68% una stima di risparmio. Nel dettaglio, per il 19% si tratta di una riduzione che va dall’1% al 15%, tra il 16% ed il 30% per il 37,4% del campione, mentre per l’11,6% essa supera il 30%. C’è però un 27,3% che dichiara di non essere in grado di quantificare i risparmi ottenuti.

L’indagine offre un dettaglio interessante anche su chi è effettivamente il ‘promotore‘ del cambiamento energetico: per il 42% degli amministratori l’input arriva principalmente da proprie proposte, mentre per il 40,7% afferma che la richiesta viene sia dai condòmini sia dall’amministratore stesso. È un aspetto che fa emergere una nuova concezione della figura dell’amministratore di condominio, “un vero e proprio consulente in materia di efficienza energetica”, secondo Emilio Bianchi, Direttore di Senaf. “Come dimostrano i dati della ricerca spesso viene a mancare l’interesse delle famiglie verso queste tematiche ed è quindi l’amministratore a suggerire e promuovere l’adozione di interventi di efficientamento, illustrando quali siano gli incentivi più remunerativi predisposti dalle amministrazioni nazionali e locali”.

A livello di tecnologie adottate, le più apprezzate sono le caldaie a condensazione, scelte nel 56,3% degli interventi, seguite dalle soluzioni di termoregolazione e contabilizzazione del calore, per il 43,9%, e dai serramenti ad alta efficienza energetica, scelti dal 20%.

Per supportare le opere di riqualificazione in condominio, ben il 72,9% degli amministratori ha fatto ricorso alla detrazione fiscale del 55%, anche se in misura diversa: il 36,1% dichiara infatti di aver richiesto l’incentivo e di aver coperto fino al 15% degli interventi effettuati, un 8,4% vi ha pagato dal 16% al 30% delle opere realizzate e un 6% tra il 31% e il 45%. Solo il 22,4% degli amministratori ha utilizzato l’incentivo per coprire oltre il 45% delle operazioni.
La buona conoscenza del sistema incentivante si scontra, tuttavia, con l’elevata percentuale di coloro che – il 51,2% del campione – nonostante conoscano il decreto noto come ‘Conto Termico’, non ne hanno ancora approfondito le opportunità di risparmio, oltre a quelli – il 20,9% – che non conoscerne affatto i contenuti. Solo il 17,9% dichiara di conoscere le agevolazioni previste dal Decreto, mentre un 10,1% ha delegato il proprio fiscalista di analizzare e capire le potenzialità del testo di legge, dimostrando un interesse ad approfondire l’argomento. Inoltre, se l’obbligo di certificazione della classe energetica degli edifici poteva essere una spinta per effettuare interventi di riqualificazione, questa prospettiva risulta disattesa dai dati raccolti dall’Anacie da Senaf: oltre la metà del campione afferma che non c’è stato alcun aumento, e chi dichiara il contrario, lo quantifica principalmente in un incremento tra l’1% e il 15%.  

Copyright © - Riproduzione riservata
Efficienza energetica nei condomini, tanto ‘amore’ ma anche ‘odio’ Periti.info