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I Raee e la normativa: facciamo il punto

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Dal 12 aprile 2014 è in vigore il nuovo decreto legislativo 14 marzo 2014 n. 49 che, in attuazione della direttiva 2012/19/Ue, disciplina i rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche (Raee).

La direttiva Raee, che integra la normativa dell’Unione in materia di gestione dei rifiuti, come la direttiva 2008/98/Ce  e la direttiva 2009/125/Ce, ha lo scopo prioritario di contribuire alla produzione e al consumo sostenibili prevenendo la produzione di rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche attraverso il loro riutilizzo, il riciclaggio e altre forme di recupero.

Le novità principali del decreto di recepimento italiano sono:

– Estensione del concetto del ritiro uno conto uno con l’inserimento della possibilità per l’utilizzatore finale di usufruire dell’uno-contro-zero, ovvero di poter conferire un piccolissimo elettrodomestico di dimensioni non superiori ai 25 cm (art. 4 comma 1 lettera f) presso un punto vendita che provvederà a ritirarlo gratuitamente, anche senza l’acquisto di una nuova apparecchiatura. Tale attività di ritiro preliminare del Raee è obbligatoria per i distributori con superficie di vendita di Aee al dettaglio di almeno 400 mq. I punti di raccolta preliminare istituiti presso i distributori non sono subordinati ai requisiti in materia di registrazione o autorizzazione di cui agli articoli 208, 212, 213 e 216 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152.

– Il distributore che, nell’ipotesi di cui all’articolo 11, commi 1 e 3, indebitamente non ritira, a titolo gratuito, un’Aee è soggetto, ove il fatto non costituisca reato, alla sanzione amministrativa pecuniaria da euro 150 ad euro 400, per ciascuna apparecchiatura non ritirata o ritirata a titolo oneroso.

– Anche i distributori che effettuano le televendite e le vendite on line, hanno l’obbligo di informare i consumatori sulla gratuità del ritiro ad esempio mediante indicazione sul proprio sito internet.

– I distributori di prodotti on-line o a distanza devono indicare luogo e modalità con cui l’utilizzatore finale può conferire gratuitamente i Raee. Tali informazioni costituiscono parte integrante del contratto a pena nullità dello stesso e relativa richiesta di restituzione della somma pagata da parte del consumatore.

– L’istituzione da parte del Centro di coordinamento di apposito elenco (articolo 33, comma 2), entro sei mesi dalla data dell’entrata in vigore del decreto, in cui i titolari degli impianti di trattamento dei Raee sono tenuti ad iscriversi mediante semplice comunicazione e senza ulteriori oneri, ed a comunicare annualmente le quantità di Raee trattate entro il 30 aprile di ogni anno.

La mancata iscrizione degli impianti di trattamento al registro predisposto dal Centro di Coordinamento comporta l’applicazione della sanzione amministrativa pecuniaria da euro 2.000 ad euro 20.000.

– Inserimento dei pannelli fotovoltaici nell’ambito dei Raee, con relativa differenziazione tra domestici e professionali rispettivamente per pannelli installati in impianti con potenza nominale inferiore e superiore ai 10KW.

I pannelli fotovoltaici “domestici” (<10 KW) andranno conferiti ai Centri di raccolta nel raggruppamento n. 4 dell'Allegato 1 del decreto 25 settembre 2007, n. 185.

Non mancano però le criticità attuative ovvero:

– Semplificazione delle autorizzazioni al trasporto senza dover ricorrere ad operatori iscritti all’Albo

– Scelta delle strutture di destinazione (pubbliche o direttamente gestite dai produttori di apparecchiature)

– Tenuta dei registri di carico e scarico

– Ridefinizione delle procedure di cernita tra rifiuto da avviare a smaltimento e Raee recuperabile

– Effettiva determinazione delle capacità tecniche e dei requisiti autorizzativi dei centri di trattamento come previsto dal Centro di coordinamento Raee

Inibizione ai centri di trattamento di poter operare in regime semplificato per evitare illeciti.

– Abrogazione della sanzione a carico del produttore prevista dall’art. 16 comma 9 del Decreto Legislativo 25 luglio 2005, n. 151 relativamente all’immissione sul mercato di apparecchiature contenenti sostanze pericolose.

L’autore


Massimiliano Vurro

Si è laureato in architettura nel 1997 presso il Politecnico di Torino con la prima tesi europea concernente la progettazione di un impianto di termovalorizzazione su scala municipale. E’ consulente direzionale (C-Level) e si occupa di cambiamento organizzativo, compliance regolatorio e gestione del rischio industriale per noti brand nazionali e globali (macchine, utensileria, elettronica, medicali, sostanze chimiche).

Dal 2010 al 2012 è professore di Normazione industriale e ingegnerizzazione presso il Politecnico di Torino nell’ambito del corso di Laurea in disegno industriale oltre a svolgere azioni di training industriale su tematiche ambientali, efficienza energetica e conformità di prodotti di largo consumo.

Nel 2013 è Chief Operations (turnaround management) di un gruppo italiano operante nel settore delle costruzioni specializzate.

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