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Il decreto ambiente e’ legge

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Con 211 sì, 29 no e 32 astenuti il Senato ha approvato definitivamente il decreto sull’ambiente, che diventa legge a qualche giorno dalla sua scadenza, fissata al 26 marzo. Tre gli articoli di cui si compone il provvedimento contenente “misure urgenti in materia ambientale”: il primo per far fronte alla criticità nella gestione dei rifiuti della Campania, il secondo sui sacchetti biodegradabili e il terzo sui materiali di riporto.

Il decreto stabilisce che il trasferimento fuori regione dei rifiuti campani potrà avvenire soltanto con “l’intesa della singola regione interessata”. All’articolo 1 si parla anche di realizzazione di impianti per la frazione organica, ampliamento dei compiti e prolungamento del mandato dei commissari straordinari regionali e viene prorogato al 31 dicembre 2013 il termine per l’aumento all’8% della capacità ricettiva degli impianti di compostaggio nazionali. Viene invece anticipata al 31 dicembre 2012 il termine per l’elaborazione, da parte del ministero dell’Ambiente, di un Programma nazionale di prevenzione dei rifiuti.

Inoltre salta il termovalorizzatore di Santa Maria La Fossa, mentre il termovalorizzatore di Acerra non deve più esser acquistato dalla regione e viene indicato un impianto di recupero e smaltimento di rifiuti nel comune di Giugliano. Il secondo articolo proroga di sei mesi l’emanazione di un decreto interministeriale, tra Ambiente e Sviluppo economico, sui parametri di biodegradabilità e compostabilità dei sacchetti, in base alle indicazioni Ue. Passa quindi dal 31 luglio al 31 dicembre 2012 il divieto di commercializzazione per tutti quei sacchetti che non rispettano la norma Uni En 13432:2002 sui criteri di biodegradabilità. Le sanzioni, che potranno arrivare fino a 100.000 euro, scatteranno dal 31 dicembre 2013.

Infine, l’articolo 3 stabilisce che i materiali di riporto sono esclusi dalla normativa sui rifiuti. Per allinearsi all’Europa, si conferma che nell’ampio concetto di “terreno, suolo e sottosuolo” deve ricomprendersi anche la matrice ambientale “materiale di riporto”. Viene rinviata a un successivo provvedimento la definizione della pericolosità dei rifiuti.

O.O.

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