Il Decreto qualificazioni verso la sospensione | Periti.info

Il Decreto qualificazioni verso la sospensione

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A partire dalla sua pubblicazione, il Decreto del Presidente della Repubblica del 30 ottobre 2013 aveva suscitato un forte dibattito trasversale a molte categorie professionali. Inteso come recepimento del parere n. 3014/2013 del Consiglio di Stato, il Dpr prevedeva, in sintesi, che le imprese generali aggiudicatarie di un appalto potessero eseguire anche lavori specialistici.

Molte associazioni e gruppi industriali avevano sollevato la forte contrarietà a tale revisione normativa, imputata di depotenziare le categorie specialistiche e superspecialistiche: “Con questa decisione vengono penalizzati anni di investimento e ricerca nell’ambito di un sistema di qualificazione, certo da rivedere, ma non attraverso un parere con effetto vincolante della magistratura amministrativa, reso senza alcuna valutazione d’impatto ed in spregio alla più elementare e ragionevole opportunità di valutare, oltre alle istanze della parte ricorrente, anche quelle degli operatori controinteressati”, avevano dichiarato nei giorni scorsi Finco e Unicmi in una nota congiunta. Contrarietà ribadita, tra gli altri, anche da Anie/Confindustria, che aveva parlato di “ricaduta dirompente” sulle imprese del decreto, da “sospendere immediatamente”.

A seguito dei molti allarmi, lo scorso 12 dicembre, il Ministro delle infrastrutture e trasporti Maurizio Lupi, sentite le parti industriali, ha preso la decisione di ripristinare per un periodo limitato, nell’ordine di 6 – 12 mesi, i principi legislativi definiti nella precedente regolamentazione (ovvero il Dpr 554/99 e Dpr 34/2000). Come riporta il sito web del Ministro Lupi, questa decisione prende corpo in un emendamento presentato dal Governo che sospende l’efficacia del Dpr 30 ottobre 2013 e ristabilisce la norma del Codice appalti che obbliga i general contractor a affidare i lavori specialistici alle imprese qualificate. A questo provvedimento, che mette in pausa l’entrata in vigore del Dpr, farà seguito l’avvio di un confronto tecnico per arrivare ad una revisione normativa della materia.

La decisione, comprensibilmente, ha raccolto molti favori. “Apprezziamo l’impegno del Ministro delle Infrastrutture Maurizio Lupi che ha accolto le nostre sollecitazioni e ha compreso i gravi effetti che l’entrata in vigore del Dpr avrebbero provocato a migliaia di artigiani e piccole imprese”, ha dichiarato Giorgio Merletti, Presidente di Confartigianato.

A questa voce si è unita anche quella di Federlegnoarredo, associazione di rappresentanza di tutta la filiera industriale del legno, tra le categorie che si sarebbe ritenute direttamente ‘colpite’ del Dpr. Secondo la Federazione, la sospensione del Decreto, “in attesa di conoscere i contenuti degli emendamenti che saranno presentati, darà sicuramente la possibilità a tutto il settore delle costruzioni in legno (e non solo), di avere un confronto trasparente con le istituzioni di riferimento, nonché a una probabile maggior libertà di azione nella gestione amministrativa delle squadre di montaggio”.

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