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Il futuro e’ incerto per i professionisti. “Il governo ci ascolti”

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Il futuro degli studi professionali è incerto: la crisi ha colpito duramente anche questo settore ma, nonostante i problemi, si intravedono anche nuove opportunità se Il Governo saprà muoversi nel senso giusto, anche ascoltando le nostre proposte”.

Così il presidente di Confprofessioni, Gaetano Stella, nel suo intervento a un convegno organizzato a Torino dall’Associazione. “La crisi colpisce duramente gli studi professionali – ha rimarcato Stella –. Sono state penalizzate un po’ tutte le categorie, sia quelle che lavorano con i privati che quelle che lavorano con le aziende”.

C‘è però, secondo il numero uno di Conprofessioni, una nota positiva: “Nei primi dieci mesi dell’anno – ha detto – c‘è stata una differenza positiva nel saldo tra assunzioni e licenziamenti negli studi professionali, con 8mila assunzioni distribuite anche abbastanza equamente tra Nord, Centro e Sud. Un dato a cui però, paradossalmente, fa da contraltare l’aumento sensibile dell’incidenza della cassa in deroga: nei primi dieci mesi del 2013 è più che raddoppiata rispetto al 2012, utilizzata in particolare dalle categorie del settore edile”.

Il problema è che sul territorio mancano risorse per l’edilizia, sia da parte delle pubblica amministrazione che nell’ambito del privato”. Nonostante questo, Stella intravede anche opportunità: “Noi professionisti siamo più vicini di altri ai problemi reali del Paese e della gente e siamo quelli che possiamo fare delle proposte alla classe politica, per ripartire. Le nostre proposte si declinano attraverso due questioni; in primo luogo dobbiamo ripartire dalla spesa pubblica, spendendo meglio. Finora non si è riusciti a rendere veramente efficace la famosa spending review, di cui tanto si parla. Occorre cambiare rotta, per spendere davvero meno e, soprattutto, spendere meglio”. €

“Dall’altra parte – continua Stella -, credo che possiamo dare idee nuove per far ripartire il paese, coinvolgendo i giovani, i più colpiti dalla disoccupazione: molti di loro si approcciano alle professioni con intelligenza e preparazione, ma non hanno ugualmente la possibilità d’entrare nel mercato lavorativo. Dobbiamo aiutarli di più, valorizzarli, anche attraverso una regia unica concordata con il Governo. Noi pensiamo che i professionisti possano dare un contributo fondamentale e subentrare, gradualmente, a una pubblica amministrazione inefficace. E’ lo Stato ora – ha concluso Stella – che deve capire come cogliere al meglio l’offerta, di una mano d’opera efficace, ad alto contenuto intellettuale, per far ripartire il Paese”.

 

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