Immobili: metriche globali per misurare il valore e l'efficienza | Periti.info

Immobili: metriche globali per misurare il valore e l’efficienza

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Secondo la Banca mondiale, il 70% percento della ricchezza globale è nell’immobiliare. Tuttavia, il settore del real estate è ancora penalizzato a causa della varietà di metriche locali che offuscano la trasparenza e rendono più difficili le transazioni, specie quelle internazionali e legate alla riqualificazione.

Il dibattito sui sistemi di misurazione, valutazione e sugli standard di certificazione energetica e ambientale dei grandi patrimoni diventa dunque urgente e fondamentale.

Rebuild 2013, la convention sulla gestione sostenibile del patrimonio immobiliare, svoltasi il 26 e 27 novembre scorsi a Riva del Garda, ha offerto l’occasione per discutere del tema nella sessione “Nuove metriche globali per misurare il valore di un immobile”, durante la quale si sono messe a fuoco le ragioni e le motivazioni che hanno avviato la nascita di un movimento globale per la definizione di una metrica comune: International property measurement standard (Ipms). Intervenuti come relatori, i principali operatori italiani hanno aiutato a capire la situazione italiana e gli impatti che tale processo potrà avere nel mercato. Fra di essi Alexander Aronsohn, di Professional standards Rics, Luca Dondi, di Nomisma, Antonio Martino, di Patrigest SpA, Paola Malentacchi, di Beni stabili gestioni SpA Sgr.

A REbuild 2013 si è inoltre presentato l’International sustainability alliance (Isa), tramite l’amministratore delegato Philip Buttery. Spiega Thomas Miorin, direttore di Habitech e fondatore della convention: «Isa è un club di società che possiedono, gestiscono o utilizzano patrimoni immobiliari che condividono in modo anonimo le prestazioni di energia, emissioni, acqua e rifiuti degli stessi, raccolte in un unico database. Ciò permette di offrire un sistema di confronto prestazionale costantemente aggiornato, specifico per ogni settore».

Questi database prestazionali sono un indice importante non solo per la determinazione della redditività, ma anche per la reportistica di responsabilità ambientale e sociale, sempre più richieste come condizione d’investimento dai fondi stranieri. Inoltre, al fine di confrontare le prestazioni degli immobili con altri di natura similare, queste matrici dati costituiscono un potente strumento finalizzato ad indirizzare attività mirate di audit e riqualificazione. Del tema si è parlato durante l’incontro “Confrontare le prestazioni degli immobili”, introdotto da Antonio Ive, di Professional Standards Rics, con interventi di Alexandre Astier,  di Beni stabili, Andrea Boeri di Prelios e Phil Buttery, di Bre – Isa.

“I diversi sistemi disponibili sul mercato hanno elementi comuni di base, ma alcuni seguono standard più affidabili di altri o criteri più adatti a valutare i nostri portafogli. A REbuild si è parlato anche della necessità di elaborare database e strumenti che sappiano indicare chiaramente ai gestori le direzioni e le priorità di riqualificazione”, ha dichiarato Miorin.

 

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