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A Porto Torres inaugurata la bioraffineria di terza generazione

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È stato inaugurato ufficialmente Matrìca, il sito produttivo di chimica verde nato come riconversione del polo ex petrolchimico di Porto Torres. Frutto della joint venture tra Versalis e Novamont, il centro punta a diventare un sito di riferimento nel mondo per prodotti ad alto valore aggiunto che utilizzano materie prime da fonti rinnovabili vegetali.

Frutto di un innovativo modello di integrazione tra agricoltura ed industria, il sito produttivo realizzerà principalmente bioplastiche, biolubrificanti, prodotti per la cura della casa e della persona, fitosanitari, additivi per l’industria della gomma e della plastica, fragranze alimentari.

Nello specifico, ad essere inaugurato è stato l’impianto di trasformazione di oli vegetali in monomeri e intermedi, che costituiscono i prodotti base per successive produzioni di bio-prodotti più complessi. Nei prossimi mesi entreranno in funzione gli altri due impianti costruiti nel nuovo complesso Matrìca, che trasformeranno i monomeri e intermedi in oli estensori vegetali per il mercato degli pneumatici e in un’ampia gamma di prodotti a alto valore aggiunto, come basi per biolubrificanti, plastificanti per polimeri e prodotti per formulazioni cosmetiche.

Questo impianto sfrutta una tecnologia proprietaria che si differenzia dalle tecnologie esistenti in questo ambito: “Non utilizza ozono nella reazione di scissione ossidativa dell’olio vegetale e permette di produrre intermedi noti come acido azelaico, acido pelargonico, nonché nuovi prodotti proprietari, attraverso un processo sicuro e a basso impatto ambientale” spiega Catia Bastioli, ad Novamont e Matrica. “Questo risultato rappresenta un passaggio chiave di un cammino iniziato più di 20 anni fa da un testardo gruppo di ricercatori che partendo dalla filiera delle bioplastiche sta portando alla realizzazione qui in Sardegna della prima bioraffineria integrata di terza generazione nonchè alla trasformazione di altri siti in Italia”, continua Bastioli.

Realizzati con un investimento di circa 180 milioni di euro, i tre impianti produrranno bio-prodotti per una capacità complessiva di circa 70 mila tonnellate all’anno.

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