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Fotovoltaico: ridotti gli incentivi

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Tariffe incentivanti sempre meno appetibili, questo è quanto previsto dalla bozza del decreto ministeriale sugli impianti fotovoltaici.

 Non ci sarà il taglio dell’8-10% annuo temuto dagli operatori del settore, ma secondo quanto riferito da fonti ministeriali dal 2011 in poi, gli incentivi al fotovoltaico, saranno ridotti del 6%. La riduzione rispetto alle vecchie tariffe dovrebbe avvenire da un quadrimestre all’altro, in modo da non creare contraccolpi immediati alle società del settore.

Per gli impianti che cominceranno a produrre entro aprile 2011, la riduzione media dovrebbe essere tra il 6,5% e l’8,1% a seconda del tipo di installazione. Per quelli che entreranno a regime da aprile ad agosto, la sforbiciata oscillerà tra il 10% e il 12,8%, mentre per quelli che saranno attivati tra agosto e dicembre il taglio sarà tra il 15 e il 17,6% circa.

Dal 2012, poi, andrà a regime il taglio medio del 6% annuo. Per gli impianti innovativi, invece, le tariffe sarebbero più elevate del 17% e il taglio annuo sarebbe ridotto a solo il 2%.

Entro il 2020 gli impianti solari dovranno raggiungere una potenza complessiva di 8 mila MW. Una strada, insomma, ancora lunga. Anche per questo la bozza di decreto avrebbe in previsione di aumentare dagli attuali 2 mila MW, fino a un tetto di 3 mila MW, la potenza  sottoposta agli incentivi. A questi 3 mila MW andrebbero anche aggiunti altri 150 MW per i cosiddetti impianti a concentrazione, ossia quelli che prevedono il riscaldamento di un liquido.

A conti fatti, il fotovoltaico rischia di essere poco conveniente in molte aree del nostro Paese ma questa criticità potrebbe essere superata attraverso un forte calo dei costi di realizzazione dell’impianto, ovverosia con una sensibile riduzione dei prezzi di acquisto dei pannelli. Ma ovviamente non si può esserne certi.

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