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Geotermia, arriva il primo impianto pugliese

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La Puglia ha il suo primo impianto geotermico: nei giorni scorsi in sede regionale è stato infatti presentato il nuovo impianto di condizionamento per l’edificio dell’assessorato all’Agricoltura, un sistema innovativo che si inserisce all’interno di un progetto per l’efficientamento energetico di buona parte del patrimonio immobiliare regionale. Si tratta di un progetto da 10 milioni di euro finanziato con fondi europei.

Sito sul lungomare Nazario Sauro, l’impianto a pompa di calore sfrutta delle sonde in polietilene infisse nel sottosuolo del cortile come scambiatori di calore tra il terreno e la falda sottostante, immagazzinando e rilasciando calore a seconda della stagione. Con una quota inquinante praticamente nulla, il nuovo impianto permetterà di risparmiare il 70% rispetto al vecchio sistema. A piano completato negli edifici regionali, si potrà risparmiare il 60% complessivamente e ridurre del 70% le emissioni di CO2. Un display nell’atrio dell’assessorato indica la potenza impegnata dal sistema con tutti i dati.

La geotermia la abbiamo inventata in Italia, ma è stata progressivamente dimenticata”, ha commentato Nichi Vendola, presidente della Regione Puglia. “Il risparmio energetico è un fattore culturale: finora la gente ha vissuto con sulla testa un pannello di eternit: oggi dobbiamo convincerla che deve sostituire quei pericolosi tetti con dei pannelli fotovoltatici che non fanno male e fanno risparmiare. Vogliamo che i tetti fotovoltaici, gli impianti a recupero di energia come quelli geotermici siano dei virus di un’epidemia che si diffonda in tutta la Puglia. Immaginiamo che le scuole, i parcheggi, gli uffici pubblici possano essere tutti coperti da pannelli solari, così da contribuire al miglioramento del bilancio ambientale del pianeta”.

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