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Il mercato della climatizzazione ‘soffre’ anche nel 2012

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Vengono presentati oggi a Padova i risultati dell’indagine statistica 2012 svolta da Coaer (associazione costruttori apparecchiature ed impianti per la climatizzazione e pompe di calore) e Anima (federazione delle associazioni nazionali dell’industria meccanica varia e affine) sul mercato dei componenti per impianti di climatizzazione: climatizzatori d’ambiente, climatizzatori sistemi split e multi split, condizionatori packaged e roof top, unità di trattamento aria, gruppi refrigeratori di liquido con condensazione ad aria e ad acqua, unità terminali.

L’indagine 2012 rileva un ulteriore calo di circa il 10% del mercato Italia della climatizzazione, sia residenziale che del terziario, rispetto al 2011. Nel comparto residenziale e delle attività commerciali le vendite di climatizzatori mono split segnano un aumento dell’1%, restando però molto lontane dalle quantità che si registravano fino al 2008: poco più di 700.000 unità mono split installate nel 2012 contro il milione e oltre del periodo pre-crisi. In calo, intorno al 10%, le vendite dei multi split e dei sistemi Vrf (-14%).

Negativa anche la situazione nel comparto centralizzato: i roof top fanno registrare un decremento di oltre il 20%. Più contenuti, invece, i cali delle vendite dei gruppi refrigeratori di liquido con condensazione ad aria (-8%), che costituiscono la maggioranza della produzione, e con condensazione ad acqua (-2%). Nel complesso il mercato Italia della climatizzazione è oggi fermo a meno di 1 miliardo e 100 milioni di euro, compresi i sistemi split di importazione, che valgono circa 700 milioni di euro, contro il miliardo e 200 milioni del 2011.

La produzione nazionale nel 2012 ha totalizzato circa 700 milioni di euro, con un decremento complessivo intorno al 3%. Dall’indagine statistica emerge un calo di circa il 5% per i gruppi refrigeratori con condensazione ad aria e un aumento di circa il 22% per i gruppi refrigeratori con condensazione acqua. Insieme ai ventilconvettori, che mostrano un decremento intorno all’11%, i gruppi refrigeratori rappresentano la parte preponderante della produzione italiana. Unico dato “consolante” in questo quadro negativo è quello relativo all’export, che ha assorbito il 45% del totale della produzione nazionale, per un valore di 450 milioni di euro.

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