Il settore termoidraulico si prepara alla ripresa | Periti.info

Il settore termoidraulico si prepara alla ripresa

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Un comparto che si è dovuto confrontare con il particolare momento economico, ma che complessivamente dimostra un atteggiamento positivo per il futuro. È la fotografia del settore termoidraulico che emerge da un’indagine condotta online da Senaf su un campione di oltre 1.000 aziende, formato, nella maggioranza dei casi, da realtà di piccole dimensioni: il 73% impiega al massimo 9 dipendenti e 15,4% fino a 49.

Nel corso del 2011 Dai risultati si evince che, dal punto di vista delle dimensioni, il campione sia, che nel 2011 hanno visto il proprio fatturato consolidarsi o crescere fino al 30% rispetto al 2010 (56%), anche se una quota importante degli intervistati, il 44%, ha registrato performance di segno opposto.

Guardando ai dati relativi alle previsioni per il prossimo semestre, il 61,65% delle aziende stima di migliorare o comunque di conservare i risultati realizzati nello stesso periodo del 2011, mentre il 38,32% la pensa in modo totalmente divergente. Sul fronte occupazionale, il 79% del campione crede di poter mantenere o aumentare il numero degli addetti, contro il 21% che reputa sarà necessario ricorrere a tagli del personale.

In questo contesto, gli interventi relativi a impianti a energie rinnovabili o ad alta efficienza energetica rappresentano un aspetto determinante per il fatturato delle imprese intervistate. Lo confermano i dati: per il 59% delle aziende, infatti, queste particolari tecnologie sono responsabili fino al 20% degli introiti, una percentuale minore, ma sicuramente significativa (33,4%), indica un impatto fino al 70%, e per quasi l’8% del campione gli interventi nell’ambito delle eco energie determinano oltre il 71% dei guadagni.

Per quanto riguarda le diverse tecnologie installate, dalla ricerca emerge come le caldaie a condensazione siano state gli articoli più richiesti (59,9%), seguite dagli impianti solari-termici (57,8%), dalle pompe di calore, (41,5%), dai sistemi di refrigerazione e condizionamento a risparmio energetico (18,7%), termoregolazione e contabilizzazione (18,6%), dagli impianti a biomasse (17,2%), dai dispositivi che sfruttano la geotermia (8,9%) e dai sistemi VMC.

Una classifica che mette in evidenza come, per alcune tecnologie il potenziale di crescita sia ancora estremamente elevato. È questo il caso degli impianti a biomasse, una tecnologia altamente performante, ma forse meno conosciuta rispetto ad altre, non solo dal singolo utente finale, ma anche dai cosiddetti decisori professionali pubblici e privati. 

O.O.

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