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Impianti galleggianti per il trattamento dei rifiuti

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La prima sarà dedicata alla ricezione dei rifiuti solidi urbani con produzione di combustibile derivato dai rifiuti e uno smaltimento previsto di circa 400 tonnellate al giorno. La seconda provvederà alla gassificazione tramite l’utilizzo di tecnologia al plasma in grado di recuperare energia dal gas di sintesi.

Questi i “compiti” delle due piattaforme galleggianti non autopropulse da posizionarsi in acque ‘protette’, la cui costruzione verrà affidata ai cantieri navali di Castellammare di Stabia nell’ambito del progetto “Plasmare”, ideato e promosso da Fincantieri attraverso il suo centro di ricerca applicata Cetana (Centro per gli studi di tecnica navale).

Il progetto prevede di partire a breve con la realizzazione della piattaforma dedicata alla produzione di cdr, che richiederà 16-18 mesi di lavoro e dovrebbe essere ultimata per la metà del 2013, per poi passare alla seconda fase, ossia alla costruzione della piattaforma con impianto al plasma, che necessita di un più lungo periodo di messa a punto.

L’investimento ammonta a circa 160 milioni di euro e i rifiuti solidi urbani trattabili dall’impianto saranno circa 130.000 tonnellate l’anno, per un cdr prodotto di circa 65.000 tonnellate. Il conferimento avverrebbe, secondo Fincantieri, a 150 euro a tonnellata. Dall’impianto navalizzato per la produzione di cdr si recupererebbero circa 19,5 tonnellate l’anno di inerti e metalli. Passando alla seconda piattaforma, ancora in fase di progettazione, essa sarebbe in grado di trattare circa 65.000 tonnellate di cdr l’anno, immettendo nella rete nazionale circa 65 gwh di energia elettrica.

Come spiegano da Cetana, il trattamento al plasma presenta dei vantaggi rispetto all’incenerimento: dal punto di vista dell’eco-compatibilità, nessuna emissione di inquinanti, né gassosi né solidi, e inertizzazione dei metalli pesanti o inquinanti presenti nei rifiuti solidi urbani, trasformandoli in scorie vetrificate inerti riutilizzabili in edilizia, ad esempio come ghiaia per il manto stradale. Ma i vantaggi investirebbero anche le tempistiche: gli anni necessari per la costruzione dell’impianto sono due contro i 4 per il termovalorizzatore.

O.O.

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