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L’impiantistica industriale resiste alla crisi

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Il mercato degli impianti industriali regge la sfida della crisi economica. È quanto emerge dal IV Rapporto Annuale di Federprogetti, la federazione (afferente a Confindustria) che raccoglie le associazioni e le organizzazioni nazionali del settore dell’impiantistica industriale (Animp, Oice, Anie, Uami, Anisgea, Assomineraria Beni e Servizi) e che rappresenta oltre 340mila addetti e circa 2mila società.

“Tutti noi, anche se in misura differente, abbiamo risentito della crisi economica mondiale e tutti noi abbiamo sperato che la crisi fosse meno lunga ed intensa”, commenta in calce al rapporto Fabrizio Di Amato, Presidente di Federprogetti; “la nostra filiera, grazie all’internazionalizzazione che la caratterizza, è riuscita a mantenere saldi i propri settori produttivi se pur con alcune eccezioni e a garantire un aumento dell’occupazione”.

Nella valutazione dei dati il rapporto distingue tra “Federprogetti allargata” e “Federprogetti impiantistica”, al fine di separare prodotti e servizi destinati direttamente all’utilizzatore finale dalle altre attività delle imprese afferenti, di gran lunga prevalenti, che hanno come destinatario del proprio output l’impiantistica.

Il totale dei ricavi della filiera “allargata” nel 2011 è pari a 113 miliardi di euro, +5,6% rispetto ai 107 del 2010. Di questi 113 miliardi, ben 85 provengono dalla parte “impiantistica”. Analizzando la natura merceologica degli 8 settori della federazione, il segmento Oil&Gas, Petrolchimica e Chimica risulta aver contribuito ai ricavi totali con 29,4 miliardi di euro (34,7% del totale, +26,0% rispetto al 2010). Consistente anche il contributo del comparto dell’Energia: 25,8 miliardi di ricavi (30,5%, +1,7%), mentre il segmento dell’Impiantistica Elettrotecnica ed Elettronica rileva una flessione, registrando ricavi per 19,1 miliardi di euro (22,7% del totale, -22,7%). Tale decremento è da attribuirsi, in parte rilevante, alla riduzione del settore fotovoltaico rispetto a quello elargito nell’anno precedente (circa 6 miliardi di euro in meno nel 2011 rispetto al 2010).

Scende anche il valore dell’Industria dei Trasporti (3,9 miliardi, 4,7% sul totale), mentre si registrano notevoli crescite per l’Altra Industria Manifatturiera (+24,5%), il segmento Montaggi, Logistica e Trasporto Merci (+25,7%) e l’Impiantistica Civile ed Ambientale (+100,1%).

Positivo anche il dato sull’occupazione: l’intera filiera ha toccato nel 2011 le 340 mila unità, in aumento del 16% rispetto alle 293 mila del 2010 e alle 229 mila del 2009.

Rispetto alla destinazione geografica della produzione, l’Italia si conferma come segmento strategicamente fondamentale, producendo il 46,3% dei ricavi (39,3 miliardi di euro). Seguono l’Europa (21,8%, 18,4 miliardi), e l’Asia e Oceania (14,7%, 12,4 miliardi di euro, in crescita del 43,2% in particolare grazie alla presenza in Medio Oriente).

Il Rapporto infine include i risultati di un’indagine svolta tra le imprese aderenti per stimare le prospettive sull’anno 2012, evidenziando nella gran parte dei casi stabilità con alcune punte di crescita, soprattutto per i settori dell’Energia, dell’Oil&gas e della Petrolchimica – Chimica.

 

V.R.

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