Assintel, nel Report 2014 il punto di non ritorno dell'It italiano | Periti.info

Assintel, nel Report 2014 il punto di non ritorno dell’It italiano

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Il sistema dell’It italianoha raggiunto un ‘punto di non ritorno’: ad affermarlo è Assintel, l’associazione nazionale delle imprese Ict di Confcommercio, all’interno dell’Assintel Report 2014, realizzato da Nextvalue e presentato nei giorni scorsi. Una situazione che, secondo la lettura dell’associazione, “impone una scelta decisiva”: tra il dimostrarsi in grado di riformulare rapidamente sia l’offerta sia i processi interni, oppure restare ai margini della crescita.

Una valutazione che appare evidente esaminando i dati dell’Assintel Report 2014: il mercato è statico, fermo a un valore complessivo di 24.300 milioni di euro, +0,7% nel 2014; i dati negativi arrivano nei comparti inerenti all’It tradizionale, mentre quelli positivi riguardano le trasformazioni digitali delle imprese.

Va male l’hardware, -1,6%, trainato verso il basso dal declino dei pc, circa il -20%, e controbilanciato solo in parte dalla crescita di smartphone (+9,3%) e tablet (+5%). Vanno male anche i servizi It, -1,7%, influenzati dal ribasso delle tariffe professionali. In questo ambito fanno eccezione i settori della consulenza manageriale (+2,1%) e dei servizi di datacenter (+3,3%), la cui crescita è però compensata dai cali dei servizi di system integration e sviluppo software (-3,2%), di infrastruttura (-6,3%) e la formazione (-5,2%).

Il software chiude in positivo, +1,1%, rallentato dai software di sistema (-4,4%) e dei vecchi gestionali (-8,3%); in forte crescita invece il digital marketing (+29,1%), l’internet of things (+13,6%), business intelligence, analytics e big data (+6,2%), ambiti legati alla trasformazione del consumatore digitale. In fortissima crescita il cloud computing (+22%), sia nella componente classica (+33%) sia in quella di business process as a service (+13%).

In questo quadro dalla doppia immagine, è evidente anche il ruolo della spesa pubblica in It, che oltre a calare in tutti i segmenti di mercato innesca forti dinamiche di downpricing a svantaggio delle aziende: pa centrale -4,1%, enti locali -3,9%, sanità -3,1%. Negativi anche il commercio (-1,6%) e l’industria (-0,2%), mentre si registrano gli aumenti di banche (+3,2%), assicurazioni (+3,1), tlc (+3,3%) e utility (+4,4%). In lieve ripresa gli investimenti in It delle grandi aziende (+0,8%), contro i dati sempre negativi delle piccole (-3,4%) e micro imprese (-2,3%).

Così Giorgio Rapari, presidente di Assintel:

“Il divario digitale in senso ampio è oggi la nuova forma di disuguaglianza ed interessa trasversalmente la società civile e quella imprenditoriale. Alle aziende tecnologiche spetta un ruolo poliedrico: raccogliere la sfida interna di innovarsi per non soccombere alla crisi, diventare “portatrici sane di innovazione” verso i propri clienti, e infine fare massa critica per sollecitare il sistema politico a creare le condizioni necessarie allo sviluppo”.

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