Banda larga in Europa: differenze enormi tra velocita' pubblicizzata e reale | Periti.info

Banda larga in Europa: differenze enormi tra velocita’ pubblicizzata e reale

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I consumatori europei non dispongono della velocità di connessione a banda larga per cui pagano. Da un nuovo studio della Commissione europea sulle prestazioni della banda larga fissa risulta che gli utenti ricevono, in media, soltanto il 74% della velocità pubblicizzata dal servizio per cui hanno pagato.

La velocità dei prodotti a banda larga viene pubblicizzata con lo slogan: “fino a xx Mbit/s”. Questa è conosciuta come velocità “pubblicizzata”, “nominale” o “da slogan” ed è quella che viene proposta nelle pubblicità, ma ci sono differenze enormi fra la velocità pubblicizzata e quella reale a disposizione dei consumatori. Le prestazioni di trasmissione di dati negli Stati membri dipendono principalmente dalle tecnologie che sono state utilizzate sin dai primi tempi in ciascun paese.

Le ricerche mostrano che in Europa tra il 27% e il 41% degli abbonati a internet sostiene di non usufruire della velocità di downolad dichiarata nei termini di contratto. E quasi la metà degli abbonati europei afferma di incontrare, alcune volte, difficoltà di accesso ai contenuti o alle applicazioni online a causa di una velocità o capacità di connessione insufficiente.

Si tratta del primo studio sulle prestazioni della banda larga condotto, con lo stesso approccio, in tutti gli Stati membri dell’Ue, in Croazia, che entrerà presto a far parte dell’Unione Europea, in Norvegia e in Islanda. Il progetto si avvale del supporto di SamKnows, un’unità creata appositamente per la misurazione della banda larga, che è stata utilizzata già in progetti simili svolti nel Regno Unito e negli Stati Uniti.

Lo studio è basato su una metodologia che adopera dispositivi hardware e fornisce i risultati più accurati e indipendenti sulle prestazioni di internet, a prescindere dalla tecnologia di accesso e dall’installazione sul posto. Tale metodologia è stata inoltre utilizzata dalle autorità nazionali di regolamentazione negli Stati Uniti, nel Regno Unito, in Brasile e Singapore.

Il termine dello studio è previsto per la fine del 2014, ma sono previsti altri due anni di raccolta dati. I consumatori europei possono misurare le prestazioni dei propri provider entrando a far parte di una comunità di volontari che coinvolge i 27 Stati membri dell’Ue, la Croazia, l’Islanda e la Norvegia. Verranno dunque selezionati alcuni utenti che riceveranno un piccolo dispositivo da collegare alla connessione internet di casa. Per stabilire la velocità e le prestazioni della connessione a banda larga, tale dispositivo avvierà una serie di test quando la linea non sarà in uso.

 

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