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Ctu: ecco come inizia il mandato della consulenza tecnica

Dopo il focus sulla responsabilita' professionale, analizziamo ora come si svolge un mandato di consulenza tecnica

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Terminata la panoramica sulla responsabilità professionale del ctu, che ricordiamo essere civile, penale e disciplinare, il focus non può che esaminare lo svolgimento del mandato di consulenza tecnica e delle operazioni peritali.

Con l’udienza di conferimento dell’incarico inizia il vero e proprio mandato del Consulente tecnico, il cui svolgimento è regolato dalle norme procedurali del codice civile. In particolare l’art. 194 del c.p.c.  identifica in modo preciso le attività che il Consulente può compiere nel corso del giudizio.

Egli può assistere alle udienze alle quali viene invitato dal Giudice, può collaborare con lo stesso nelle indagini, può infine compiere delle indagini da solo.

Una volta conferito l’incarico, è possibile dare inizio alle operazioni, dando prima comunicazione alle Parti, ai loro difensori e ai consulenti di Parte, qualora siano stati nominati. Quest’ultimo obbligo viene meno, però, se la data d’inizio delle operazioni era stata già fissata durante l’udienza di conferimento dell’ incarico.

Nel caso in cui il Giudice lasci al Ctu la facoltà di scegliere la data, questa deve essere resa nota alle parti attraverso la raccomandata con avviso di ricevimento, o posta elettronica certificata, oppure attraverso una qualsiasi forma che consenta la verifica dell’avvenuta ricezione.

Qualora la complessità delle indagini si dovesse prolungare, sarà sempre cura del consulente fissare la data, l’ora e il luogo di prosecuzione delle operazioni, indicandola nel verbale delle operazioni peritali. In tal caso, la data si presume nota a tutte le parti presenti o ingiustificatamente assenti e non va inviato alcun ulteriore avviso.  Diversamente per i rinvii, che devono essere sempre comunicati attraverso una forma che consenta la verifica dell’avvenuta ricezione,

Tra le facoltà del Ctu si annovera anche le possibilità differire data, ora e luogo delle operazioni, rinviando la prosecuzione delle operazioni peritali, qualora ci sia un impedimento insuperabile. In questo caso, però, se le Parti, gli Avvocati o i Consulenti di Parte non si trovano d’accordo sulla natura dell’impedimento, questo non costituisce una giusta causa di differimento o di rinvio.

Quest’ultimo infatti può essere disposto solo se l’impedimento a comparire sia obiettivo (come, ad esempio, la malattia) o legittimo (ad esempio, avvenga in concomitanza con lo svolgimento di altri impegni lavorativi precedentemente fissati e non differibili).

In tutti i casi in cui il Ctu debba inviare per qualsiasi motivo avvisi alle Parti, i destinatari legittimi risultano essere gli avvocati delle Parti costituite (art. 170, c. 1, c.p.c.). Pertanto se l’avviso di differimento o rinvio delle operazioni è inviato alla Parte o al proprio Consulente, la consulenza risulta nulla.

Il mancato avviso alle Parti del giorno, ora e luogo d’inizio delle operazioni, determina la nullità della consulenza solo quando risulti violato il principio del contraddittorio (art. 156, c. 2, c.p.c.) e i diritti di difesa delle Parti.

Si tratta in realtà di nullità relativa della consulenza, la quale resta sanata se non eccepita nella prima istanza o difesa, successiva al deposito della relazione. La nullità poi non ha valore se l’atto ha raggiunto il suo scopo, cioè se si dimostra che la parte non sia stata violata nel suo diritto alla difesa, avendo comunque avuto notizia dell’inizio delle attività e avendovi partecipato.

In sintesi, si può dunque dire che la consulenza risulta nulla solo se non sia stato garantito il contraddittorio e il diritto alla difesa delle Parti. Se il Ctu rinvia le operazioni a data da destinarsi e successivamente le riprende, ha l’obbligo di avvertire nuovamente le Parti; l’inosservanza di tale obbligo può dar luogo alla nullità della consulenza se risultano violati i diritti della difesa.

Sarà poi compito del Giudice valutare, caso per caso, se il mancato avviso alle Parti abbia comportato il non rispetto del contradditorio.

Nell’ambito delle operazioni peritali, il Ctu non ha potere di coercizione, cioè non può svolgere alcuna forma di interrogatorio, né ha facoltà di assumere prove, ma può essere autorizzato a domandare chiarimenti alle Parti e informazioni a terzi.

Ai sensi dell’art. 194 c.p.c., infatti, anche senza autorizzazione del Giudice, il Ctu può assumere informazioni da terzi qualora egli ritenga queste siano necessarie per rispondere ai quesiti postigli dalle autorità; non ha però il potere di accertare fatti, il cui onere probatorio incombe sulle Parti. Infatti, se il Ctu, nello svolgere il proprio compito, sconfina oltre i limiti intrinseci del mandato, gli accertamenti svolti risultano nulli per il mancato rispetto del principio del contraddittorio e perciò sono privi di qualsiasi valore probatorio.

Accade spesso che le Parti possano sottoporre al Consulente sia istanze che osservazioni, per indurlo ad approfondire certi aspetti dell’accertamento da compiere. Tali atti devono essere scambiati tra le Parti in modo tale da garantire sempre il rispetto del contraddittorio.

Il Ctu non può acquisire dalle Parti documenti che non siano già stati prodotti in giudizio, o documenti non ammissibili in quanto depositati oltre i termini di legge.

E’ anche opportuno sottolineare come l’esperto debba richiedere, cercare e ottenere tutta la documentazione di cui necessita per espletare il proprio incarico.

Si riconosce al Consulente la facoltà di poter consultare registri e documenti non prodotti in causa, con il consenso di tutte le Parti, sempre che si tratti di materiale rilevante per la soluzione del quesito.

La comunicazione alle Parti dell’inizio delle operazioni peritali riveste particolare importanza per le conseguenze che potrebbero derivare da eventuali errori o irregolarità della stessa.

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Autore:   •   Editore: Wolters Kluwer Italia   •   Anno:

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L’autore


Serena Pollastrini

Libera professionista esperta nel settore delle consulenze tecniche e delle valutazioni immobiliari, Pollastrini svolge attività per la pubblica giurisdizione, in ambito stragiudiziale e per gli istituti di credito.
Conciliatore, è iscritta all’Organismo di mediazione interprofessionale Nazionale “Geo-C.a.m.” nel settore “edilizia-urbanistica”.
Progetta e coordina corsi e seminari di studio ad elevata specializzazione tecnico-professionale per enti di formazione, associazioni e ordini professionali. Esperta nella gestione di finanziamenti per la formazione, erogati dal Fondo Sociale Europeo, con competenze certificate dalla Regione Marche secondo la Dgr 1071/05. E’autrice di pubblicazioni per riviste tecniche di settore.

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