Ctu: l'iscrizione all'albo passo per passo | Periti.info

Ctu: l’iscrizione all’albo passo per passo

La figura professionale del CTU e' sempre piu' richiesta nelle aule dei Tribunali. Raccolti in un apposito Albo professionale. Ma come ci si iscrive?

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Il CTU è una delle figura professionale centrale nell’ambito di un procedimento, tanto che ogni giudice, per confezionare il proprio giudizio si avvale di questi professionisti, i cui nominativi sono contenuti in appositi Albi professionali, tenuti presso tutti i Tribunali. Si tratta di un vero rapporto fiduciario che si stabilisce con il giudice, tenuto a scegliere da albi le cui categorie sono imposte dalla legge, e il professionista.

 E’ quindi molto importante, per chi volesse iniziare quest’attività, iscriversi a tali elenchi.

Ma come avviene l’iscrizione all’albo? Dopo una procedura di accertamento dell’esperienza maturata e della “condotta morale specchiata”, i professionisti vengono iscritti, dietro richiesta, all’interno di uno specifico Albo, suddiviso per categorie tenuto dal Tribunale del luogo in cui il CTU ha la residenza.

Le competenze sono definite attraverso una rigida e precisa disposizione di legge. L’art. 13 delle disposizioni di attuazione  del codice di procedura civile le elenca:

● medico-chirurgica;

● industriale;

● commerciale;

● agricola;

● bancaria;

● assicurativa.

Nella realtà, tuttavia, ci sono molte più categorie e sottocategorie di nuova istituzione, come quella dei mediatori e degli psicologi. Ci si può iscrivere e si può essere iscritti solo all’Albo del luogo di residenza, ma in più sottocategorie. Tale Albo viene rivisto ogni 4 anni, per verificare se permangono, in capo agli iscritti, i requisiti necessari di iscrizione.

L’Albo dei CTU, regolamentato dal codice di Procedura Civile (art. 14, disp. att. cod. proc. civ.), è tenuto dal Presidente del Tribunale ed è istituito da un comitato presieduto dal medesimo e formato dal Procuratore della Repubblica e da un professionista, iscritto nell’Albo professionale nominato dal consiglio dell’ordine o dal collegio della categoria a cui appartiene il richiedente l’iscrizione all’Albo.

Il Comitato ha valore amministrativo e non giurisdizionale e il Cancelliere del Tribunale svolge la funzione di segretario del Comitato.

La vigilanza sui Consulenti Tecnici è esercitata dal Presidente del Tribunale, il quale d’ufficio, o su istanza del Procuratore della Repubblica o del Presidente dell’associazione professionale, può promuovere un procedimento disciplinare contro i consulenti che non hanno tenuto una condotta morale specchiata o che non hanno ottemperato agli obblighi derivanti dagli incarichi ricevuti.

L’iscrizione all’Albo dei CTU, regolamentata anch’essa dalla legge, è possibile per tutti coloro che:

● hanno competenza tecnica in materia;

● posseggono una specchiata condotta morale;

● risultano iscritti nei rispettivi Ordini e Collegi professionali.

La competenza tecnica richiede una conoscenza approfondita della materia stessa, ottenuta con titoli di studio o con lo svolgimento di una attività professionale, ma richiede, anche e soprattutto, aggiornamenti continui e specifici. La condotta morale riguarda il comportamento del richiedente l’iscrizione, che non solo non deve incorrere in condanne penali o civili, ma neppure in sanzioni disciplinari e amministrative, in quanto espressione di mancanza di senso civico. Sarà compito del Comitato valutare ogni situazione particolare.

L’iscrizione all’ordine o collegio professionale riguarda tutte le categorie organizzate in Ordini e Albi (Architetti, Ingegneri, Geometri, Periti Industriali, Geologi, Agronomi, ecc.) mentre per gli esperti vari come Grafologi, Antiquari, Gemmologi, ecc. vi sono appositi elenchi conservati presso le Camere di Commercio Industria Agricoltura e Artigianato della Provincia in cui risiede la circoscrizione giudiziaria.

Il Consulente può essere iscritto in un solo Albo, per cui il professionista che risiede in una circoscrizione giudiziaria e ha il domicilio professionale in un’altra, dovrà scegliere l’Albo in cui iscriversi fra i due.

La domanda di iscrizione all’Albo va indirizzata al Presidente del Tribunale e corredata da una serie di documenti, quali:

● estratto dell’atto di nascita in carta da bollo;

● certificato generale del casellario giudiziario di data non anteriore a tre mesi dalla presentazione della domanda, in carta da bollo;

● certificato di residenza nella circoscrizione del Tribunale, in carta da bollo;

● certificato di iscrizione all’Albo professionale, in carta da bollo;

● titoli e documenti che l’aspirante vuole esibire per dimostrare la sua capacità tecnica.

Per alcuni di questi documenti, in base al D.P.R. 28 dicembre 2000, n. 445, è possibile l’autocertificazione, anche se alcune cancellerie ne richiedono ancora la produzione. In seguito alle domande di iscrizione, il Presidente del Tribunale, richiede informazioni sulla condotta pubblica e privata del soggetto all’autorità di polizia. Ottenute le dovute risultanze, convoca il comitato che dovrà decidere in merito all’iscrizione.

Il provvedimento di iscrizione all’Albo è perciò un atto amministrativo regolato dalla legge, è inoltre revocabile e suscettibile di annullamento da parte dell’autorità che lo ha emanato, qualora, in seguito a un riesame, manchino le finalità per cui è stato emesso.

Il Consulente risultato non idoneo all’iscrizione può presentare reclamo al Comitato entro 15 giorni dalla notificazione del provvedimento. Al Presidente del Tribunale (che ha la facoltà di avviare un procedimento disciplinare), coadiuvato dal Comitato, spettano la gestione dell’Albo e la vigilanza nella rotazione degli incarichi.

Spetta al Giudice la scelta del Consulente tecnico fra gli iscritti nell’Albo del proprio Tribunale, potendo però fare ricorso, con giustificata motivazione, a consulenti iscritti in altri Albi.

Il Presidente del Tribunale non può sindacare la scelta compiuta del Giudice istruttore, è tenuto però a far rispettare la regola generale secondo cui gli incarichi devono essere equamente distribuiti fra tutti gli iscritti all’Albo.

Recenti modifiche al c.p.c. hanno previsto che ai consulenti iscritti non possono essere conferiti incarichi superiori al 10% di quelli affidati dall’ufficio; si rende pertanto necessaria una adeguata trasparenza sul conferimento degli incarichi da parte del Presidente del Tribunale.

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L’autore


Serena Pollastrini

Libera professionista esperta nel settore delle consulenze tecniche e delle valutazioni immobiliari, Pollastrini svolge attività per la pubblica giurisdizione, in ambito stragiudiziale e per gli istituti di credito.
Conciliatore, è iscritta all’Organismo di mediazione interprofessionale Nazionale “Geo-C.a.m.” nel settore “edilizia-urbanistica”.
Progetta e coordina corsi e seminari di studio ad elevata specializzazione tecnico-professionale per enti di formazione, associazioni e ordini professionali. Esperta nella gestione di finanziamenti per la formazione, erogati dal Fondo Sociale Europeo, con competenze certificate dalla Regione Marche secondo la Dgr 1071/05. E’autrice di pubblicazioni per riviste tecniche di settore.

Riferimenti Editoriali


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Autore:   •   Editore: Wolters Kluwer Italia   •   Anno:

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