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Il consulente tecnico e il trattamento dei dati personali

Sul trattamento dei dati personali, il Garante delinea regole diverse a seconda che si parli di Consulenza tecnica d'ufficio o di parte

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Per le loro attività di consulenza, sia essa d’ufficio o di parte, i professionisti coinvolti spesso vengono a conoscenza di una quantità di dati personali relativi ai soggetti coinvolti a diverso titolo nelle vicende giudiziarie.
Nel suo ruolo istituzionale, il Garante, si è trovato dinanzi alla necessità di definire un insieme di misure per fornire le giuste indicazioni su come gestire tali informazioni.
Con la delibera n. 46 del 26 giugno 2008 (scarica qui) si è provveduto ad emanare le linee guida in materia di trattamento di dati personali da parte dei consulenti tecnici e dei periti ausiliari del Giudice e del Pubblico Ministero, nelle quali è evidente come la diversa regolamentazione sia in riferimento ai diversi adempimenti eseguiti dai periti e dai consulenti tecnici di parte, con la finalità di garantire il rispetto dei principi in materia di protezione dei dati personali dei soggetti interessati.
Il Ctu è tenuto a dotarsi di strumenti idonei a consentire l’uso dei dati in modo lecito ed a garantire la loro conservazione in modo appropriato.
Considerato che il trattamento dei dati da parte del Consulente avviene per ragioni di giustizia, il Garante ha precisato che non devono applicarsi alcune norme del Codice della privacy quali l’obbligo di informazione all’interessato circa il trattamento dei dati, il diritto dello stesso di richieste in merito al trattamento, le comunicazione relative alla cessazione del trattamento e soprattutto il consenso dell’interessato al trattamento stesso. (art. 47 Codice privacy).
Risultano per contro in vigore gli obblighi di cui all’art. 11 del Codice della privacy, per cui debbono essere tassativamente rispettati nel trattamento dei dati i principi di liceità, esattezza, pertinenza e finalità. In sostanza il Consulente potrà trattare i dati personali dei soggetti coinvolti nei limiti di necessità per l’adempimento dell’incarico ricevuto, tralasciando di acquisire e registrare informazioni non necessariamente connesse all’incarico.
Particolare attenzione dovrà porre il Consulente nell’utilizzo dei dati dovendo preoccuparsi che le comunicazioni non siano accessibili a terzi, anche se involontariamente. Si pensi ad esempio all’utilizzo di fax inviati presso enti o strutture dove non vi sia la certezza che vengano ricevuti direttamente dall’interessato, o ad avvisi di ispezione di immobili affissi alla porta dell’interessato in quanto non reperito al momento del sopralluogo.
I dati raccolti non potranno essere conservati per un periodo di tempo superiore a quello necessario per gli scopi del procedimento. E’ infatti previsto nelle “Linee guida” che il Consulente debba consegnare in cancelleria la propria relazione e tutta la documentazione acquisita, non conservandone alcuna copia né in formato elettronico né cartaceo.
Risultano altresì applicabili le norme in tema di sicurezza e misure minime (artt. 31 e 33, Codice privacy). 
In tema di obblighi di sicurezza la norma prevede che tutti i dati personali debbano essere custoditi “in modo da ridurre al minimo, mediante l’adozione di idonee e preventive misure di sicurezza, i rischi di distruzione o perdita, anche accidentale, dei dati stessi, di accesso non autorizzato o di trattamento non consentito o non conforme alle finalità della raccolta”. 
Per Misure minime si intende l’insieme degli accorgimenti organizzativi e tecnici posti a protezione dei dati personali, quali la redazione e l’aggiornamento annuale del Dps (Documento Programmatico della Sicurezza), l’aggiornamento dei software utilizzati e degli antivirus, l’utilizzo di procedure per il salvataggio dati e aggiornamento password, la previsione di idonee procedure per la custodia di atti e documenti.
Per quanto riguarda le regole previste per il Consulente tecnico nominato dalle parti, nella delibera n. 46/2008 il Garante ha stabilito che il Ctp debba rispettare i principi di liceità e di esattezza dei dati nonché le misure di sicurezza volte alla protezione dei dati stessi e trattare lecitamente i dati personali nei limiti delle necessità per lo svolgimento dell’incarico ricevuto, utilizzando dati sensibili o giudiziari se indispensabili.
Tra le possibilità previste anche la possibilità di acquisire solo i dati personali pertinenti e non quelli eccedenti le finalità dell’incarico e il dovere di segreto professionale.
Il Ctp può comunicare a terzi i dati solamente se necessario per la tutela dell’assistito.
Ulteriore differenza rispetto a quanto previsto per il Ctu, il consulente di parte è tenuto ad informare i soggetti interessati del trattamento dei dati e dovrà ottenerne il consenso.
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L’autore


Serena Pollastrini

Libera professionista esperta nel settore delle consulenze tecniche e delle valutazioni immobiliari, Pollastrini svolge attività per la pubblica giurisdizione, in ambito stragiudiziale e per gli istituti di credito.
Conciliatore, è iscritta all’Organismo di mediazione interprofessionale Nazionale “Geo-C.a.m.” nel settore “edilizia-urbanistica”.
Progetta e coordina corsi e seminari di studio ad elevata specializzazione tecnico-professionale per enti di formazione, associazioni e ordini professionali. Esperta nella gestione di finanziamenti per la formazione, erogati dal Fondo Sociale Europeo, con competenze certificate dalla Regione Marche secondo la Dgr 1071/05. E’autrice di pubblicazioni per riviste tecniche di settore.

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