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L'Europa "gioca" alla cyber war

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Una guerra virtuale nei 27 Paesi dell’Unione europea che porta al progressivo blocco di tutti i collegamenti via web, fino al totale crash di internet. È quanto è successo – o, meglio, è stato simulato – il 4 novembre scorso nell’ambito dell’esercizio Cyber Europe 2010, organizzato dagli Stati membri con il sostegno dell’Agenzia europea per la sicurezza delle reti e dell’informazione (Enisa) e del Centro comune di ricerca (Ccr).

L’obiettivo? Cercare di rispondere nel più breve tempo possibile e nel modo migliore, a un serie di attacchi attraverso i quali si potrebbero, ipoteticamente, paralizzare i servizi in rete dei diversi Stati membri. A questo scopo, ha partecipato alla simulazione un gruppo formato da oltre 150 esperti informatici di 70 paesi che ha testato la resistenza delle reti Ue simulando oltre 350 incidenti o injects.

Il test, che rientra nell’insieme di azioni previste dall’Agenda digitale europea volte al rafforzamento della sicurezza dei  servizi on line, sarà seguito da un’ulteriore prova, nella quale si passerà dal contesto europeo a quello mondiale. L’iniziativa risponde alla crescente preoccupazione circa la fragilità dei sistemi informatici, per cui la Commissione ha presentato a settembre un nuovo piano volto a prevenire e reagire agli attacchi.

Nello specifico l’Ue ha formulato una proposta di direttiva volta ad affrontare gli attacchi informatici su larga scala – con la previsione di poter perseguire e sanzionare penalmente gli autori di attacchi e i produttori di software maligni – affiancata a una proposta di regolamento per rafforzare e modernizzare l’Enisa. Le proposte dell’esecutivo verranno vagliate dal Consiglio Giustizia e Interni a dicembre, per avviare nel 2011 con la procedura legislativa per l’adozione definitiva.

Neelie Kroes, vicepresidente della Commissione europea e responsabile dell’Agenda digitale, ha dichiarato: “Questa simulazione è un importante primo passo per collaborare nella lotta alle potenziali minacce on line alle infrastrutture essenziali e per assicurare che i cittadini e le imprese si sentano sicuri e protetti quando si collegano in rete”.

di O.O.

 

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