Processo civile telematico: firma elettronica e ricevute degli atti | Periti.info

Processo civile telematico: firma elettronica e ricevute degli atti

Il processo civile telematico prevede nuove modalita' di autenticazione, tra cui la PADES-BES, e di deposito telematico delle ricevute degli atti

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Tra le novità introdotte dal provvedimento del 16 aprile 2014 del Ministero della Giustizia riguardante le regole tecniche del processo civile telematico, vi sono le nuove modalità di autenticazione e di deposito telematico degli atti notificati via PEC.

Le PA dovranno comunicare il proprio indirizzo PEC al portale dei servizi telematici del Ministero della Giustizia, nato proprio per la ricezione delle comunicazioni e notificazioni con allegati anche dei dati identificativi dell’ente. Questo alimenterà il Re.G.Ind.E. (Registro Generale degli Indirizzi Elettronici), consultabile anche da soggetti abilitati esterni e dagli avvocati.

Di notevole importanza anche la modifica intervenuta all’art. 12, che ha introdotto una nuova modalità di autenticazione, accanto a quello già previsto dal D.M. n. 44/2011 (CADES-BES): un  nuovo formato di firma elettronica(PADES-BES).

Quest’ultima risulta apponibile a tutti i tipi di file, che dopo la sottoscrizione possono essere letti soltanto con apposito software.

L’introduzione della nuova tipologia di firma digitale ha ampliato di fatto la possibilità di lettura dei formati elettronici dei file: infatti, pur essendo apponibile soltanto ai file in formato .pdf, dopo la sottoscrizione non necessita di alcun software particolare sia per l’apertura che la lettura.

Questa apertura innovativa tuttavia non coinvolge tutti gli atti del processo.

Infatti, la nuova firma elettronica può essere apposta per l’atto principale del processo, che necessariamente è in formato .pdf. Per gli allegati del fascicolo informatico invece, dato che possono essere forniti oltre che in pdf anche in altri diversi formati, la firma in formato PADES-BES non è sempre utilizzabile.

Novità anche per quanto riguarda le modalità di deposito telematico delle ricevute degli atti notificati via PEC.

Il provvedimento del 16 aprile 2014 ha accolto le richieste pervenute dai Professionisti relativamente ai formati di file in cui è consentito il deposito tramite il PCT: ha quindi aggiunto i formati .eml e .msg, ovvero i classici formati in cui vengono salvati i file di e-mail, ed eliminato invece il formato .odf.

Le innovazioni introdotte fanno emergere con chiarezza l’intento del legislatore di ovviare ad una serie di problemi emersi in questi anni di sperimentazione.

È risultata infatti evidente l’esigenza di adeguare il sistema precedente, regolamentato dal Provvedimento del 18 luglio 2011, che si presentava ormai obsoleto in numerose sue previsioni tecniche.

Tale adeguamento è avvenuto in modo incisivo e decisivo ad opera del D.L. n. 90 del 2014 – convertito in L. n. 144/2014, il quale, oltre ad integrare il D.L. n. 179/2012, definisce in maniera precisa i tempi che scandiranno la progressiva obbligatorietà del PCT.

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L’autore


Serena Pollastrini

Libera professionista esperta nel settore delle consulenze tecniche e delle valutazioni immobiliari, Pollastrini svolge attività per la pubblica giurisdizione, in ambito stragiudiziale e per gli istituti di credito.
Conciliatore, è iscritta all’Organismo di mediazione interprofessionale Nazionale “Geo-C.a.m.” nel settore “edilizia-urbanistica”.
Progetta e coordina corsi e seminari di studio ad elevata specializzazione tecnico-professionale per enti di formazione, associazioni e ordini professionali. Esperta nella gestione di finanziamenti per la formazione, erogati dal Fondo Sociale Europeo, con competenze certificate dalla Regione Marche secondo la Dgr 1071/05. E’autrice di pubblicazioni per riviste tecniche di settore.

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