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Reale inquinamento virtuale

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Ogni nostro gesto produce una reazione non solo nell’ambiente a noi prossimo ma nel mondo intero. Sembrerà un’affermazione moralista, idealista o troppo ambientalista, purtroppo però dobbiamo prenderne sempre più consapevolezza. Inquiniamo andando al lavoro in macchina, inquiniamo consumando cibo confezionato, ma inquiniamo anche quando ci sembra di non farlo. Quando siamo seduti navigando in quel fantastico mondo virtuale dell’Internet.

E’ quanto emerge dallo studio condotto dal Centre for Sustainable Communications del KTH-Royal Institute of Technology di Stoccolma, il quale ha svelato l’impatto prodotto dai siti sull’ambiente, grazie allo sviluppo di uno nuovo software: Greenalitycs che si basa sui dati di traffico del sito web di Google Analytics.

Quindi quanto inquina un sito specifico? La stima per ciascun sito è ottenuta dalla somma dei consumi e dell’inquinamento del server, calcolato sulla base di un fattore (emissioni per kWh prodotto) proprio di ciascun paese (in questo caso l’Italia), più il numero dei visitatori e il tempo trascorso sul sito calcolato attraverso Google Analytics. Dai dati raccolti il settore IT sembra contribuire per l’1,4% delle emissioni globali all’impatto sul clima: circa 630 milioni di tonnellate di CO2 equivalente riversati ogni anno nell’atmosfera, di cui le componenti principali sono gli utenti di internet (computer e schermi) e i server, responsabili rispettivamente del 40 per cento e del 23 per cento di questo impatto.

Ora anche i siti dovranno essere sostenibili. Via a nuove soluzioni, possibilmente con meno click.

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