Un catasto anche per le infrastrutture | Periti.info

Un catasto anche per le infrastrutture

wpid-5891_picture.jpg
image_pdf

Presentato durante la fiera SMAU a Milano, lo studio “Reti di accesso di nuova generazione. Interventi per uno sviluppo sostenibile: Catasto delle infrastrutture e criteri tecnologici realizzativi” dà il via a un catasto per le infrastrutture italiane, al fine di sostenere lo sviluppo di reti in banda larga di nuova generazione (Ngn, Next generation network).

Al lavoro hanno collaborato 33 esperti rappresentanti di aziende associate ad Anfov (tra cui Telecom, Fastweb, Italtel, Valtellina, Sirti), con la collaborazione dell’ Anci (Associazione nazionale comuni italiani).

Lo scopo è «indicare e promuovere gli strumenti tecnici per rendere l’Ngn più sostenibile, dal punto di vista economico e ambientale». Questo è quanto afferma il direttore generale di Anfov. La creazione di un catasto infatti eviterebbe scavi inutili per l’Ngn, abbattendone costi, tempistiche e impatto ambientale. Il risparmio ottenibile riutilizzando cavidotti e/o fibre già posate è noto: secondo la stessa Anfov, nella realizzazione di reti in fibra ottica, il 60-70% dei costi totali è dovuto appunto alle opere infrastrutturali (scavi e posa). Secondo quanto suggerito dall’associazione il catasto dovrebbe essere gestito da un «soggetto centralizzato nazionale che sia indipendente e imparziale, dotato di poteri adeguati e referenziato sul territorio».

Oltre al catasto delle infrastrutture di reti lo studio affronta anche il cablaggio ottico dell’edificio e le tipologie di fibra da utilizzare nei diversi contesti.

Un primo esempio di catasto dovrebbe già essere disponibile nel 2011.

Scarica il documento

Copyright © - Riproduzione riservata
Un catasto anche per le infrastrutture Periti.info