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La rivincita dei vecchi negozi

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Secondo l’analisi condotta da Gfk Retail and Technology Italia il settore dei “Technical Consumer Equipment” non riesce a crescere sul canale online, penalizzato dal fatto che il negozio tradizionale è riuscito, attraverso le promozioni continue, a vanificare i due principali elementi che facevano preferire internet per gli acquisti: l’assortimento delle merci disponibili e il prezzo. La strada dell’e-commerce per i prodotti high tech si fa così più difficile perché non più così convenienti i prezzi.

Le vendite infatti dei Technical consumer equipment (telefonia, informatica, elettronica di consumo, fotografia) pesano a valore per il 5,5%. Una percentuale che è sempre la stessa dal 2008 a oggi. “C’è una maggiore consapevolezza dello strumenti Internet”, spiega Alessandro Bardi, Group account manager GfK Retail and Technology Italia, “una maggiore disponibilità della piccole e medie aziende a vendere sul Web, un ricambio demografico a favore dei nativi digitali ma le vendite online non decollano.” L’analisi, che tiene conto degli scontrini di pure player e click&mortar, ha realizzato online un giro di affari di 848 milioni di euro, con un andamento positivo (+6,8%) rispetto al 2009.

La fotografia (+21,8%) ha messo a segno la crescita più importante guadagnando un punto di quota sul totale (da 6% a 7%); seguono l’elettronica di consumo (+9,1%) e la telefonia, in crescita ma con tassi inferiori alla media (+3%). Negativa invece l’Information technology (-5,2%), che riduce il proprio peso nel canale online dal 37% al 33%. Con questi dati l’Italia si all’ottavo posto a livello europeo per il peso delle vendite online, davanti a lei Repubblica Ceca (23,7%), Germania (19,3%) e Gran Bretagna (19,2%).

Per quanto riguarda il comparto dei Technical consumer equipment, elettronica di consumo, telefonia, informatica, office equipment e fotografia, ha registrato in Italia nel 2010 vendite complessive per 13,5 miliardi di euro, con una crescita del 3,9% rispetto all’anno precedente. Il 94,6% di questi 13,5 miliardi di euro di fatturato è transitato attraverso i canali tradizionali, mentre il restante 5,4% è passato dal web, per un giro d’affari di 735 milioni di euro (il 3,4% in più rispetto al 2009).

Una rivincita quindi per i “vecchi” negozi che si pensava fossero destinati a lasciare il posto all’e-commerce.

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