L'industria ferroviaria italiana cala del 4% nel 2011 | Periti.info

L’industria ferroviaria italiana cala del 4% nel 2011

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L’industria ferroviaria italiana resta un’eccellenza nel panorama manifatturiero nazionale, pur avendo registrato nel 2011 una nuova flessione nel volume d’affari complessivo (-4,0%). È quanto sostiene Assifer/Anie, l’associazione dell’industria ferroviaria che rappresenta 90 aziende ferroviarie di grandi, medie e piccole dimensioni, attive nel settore della fornitura, progettazione, produzione, manutenzione e ristrutturazione di sistemi di trasporto ferroviario.

La flessione del volume d’affari, sostiene Assifer, “si inserisce in un percorso cedente del fatturato totale che ha caratterizzato l’evoluzione di comparto ormai dalla metà del decennio scorso”. A queste dinamiche si somma la situazione difficile sul fronte della domanda interna (-2,8%), da imputare alla “perdurante debolezza dei nuovi investimenti infrastrutturali nel settore ferroviario sul territorio italiano, unitamente ai ritardi nel concreto avvio dei progetti già definiti”.

La riduzione nel 2011 ha riguardato in modo trasversale tutti i comparti merceologici, con una punta nel settore “Impianti Fissi – Segnalamento, Telecomunicazioni ed Elettrificazione”. “Solo il segmento del Materiale rotabile” rileva Assifer, “ha evidenziato un andamento positivo in controtendenza, grazie all’assegnazione delle commesse per l’Alta Velocità e il trasporto regionale, conferite nel 2010”.

Dopo la contrazione dell’anno scorso, il 2012 rileva “una ripresa dell’export che testimonia lo sforzo dell’Industria Italiana Ferroviaria nel proporsi a livello internazionale con l’obiettivo di superare le difficoltà riscontrate sul fronte interno”. Una spinta verso l’esterno che è stata confermata dalla presenza dell’Industria Ferroviaria Italiana a Innotrans, la più importante Fiera internazionale dedicata al trasporto ferroviario, conclusasi lo scorso 21 settembre, all’interno della quale è stata presentata la testata del nuovo AV Frecciarossa 1000, ordinato in 50 unità, la prima delle quali dovrebbe entrare in funzione nel 2014.

“Gli importanti risultati conseguiti oltreconfine possono però compensare solo in parte la difficile situazione congiunturale che si sta verificando sul fronte interno, per la quale si prevede un’ulteriore contrazione sia nell’anno in corso sia nei prossimi due anni” conclude Assifer, ponendo l’accento sulla necessità di riprendere gli investimenti sul fronte interno. “Solo una rinnovata progettualità nel territorio nazionale e la definizione di un Piano dei trasporti e delle infrastrutture prioritarie potrà al contrario fornire pieno sostegno al recupero di comparto nel più lungo periodo”.

V.R.

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