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"Metti in conto la natura"

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Il WWF ha presentato il suo dossier: è il ritratto di un’Italia che decide di abbandonare la strada delle politiche ambientali. “La situazione economico-finanziaria del Ministero dell’Ambiente è unica e drammatica. Le cose sono talmente gravi da mettere in discussione il ruolo stesso di questo dicastero, la possibilità materiale d’incidere nelle politiche, di contare nei contesti internazionali, di guidare e indirizzare le azioni settoriali d’interesse nazionale anche in ambiti delicati che riguardano la vita delle persone, come quelli della difesa del suolo e dell’assetto idrogeologico. Occorre al più presto equilibrare la ripartizione dei tagli su tutti i Ministeri in modo che la manovra sia più equa e non vessatoria rispetto al Ministero dell’Ambiente”, commenta il Presidente del WWF, Stefano Leoni.

In tre anni il Ministero dell’Ambiente ha subito un taglio del 60% (nel 2009 venivano destinati a questo dicastero 1,2 miliardi di euro, mentre nel 2011 la disponibilità sarà di circa 514 milioni di euro).

Il WWF fa notare che anche i dicasteri che intervengono su terreni analoghi a quello del Ministero dell’Ambiente quali Ministero per i beni e le attività culturali e quello delle Politiche agricole subiranno nel triennio 2011-2013 riduzioni di spesa (stabilite dai decreti governativi), che si aggirano però attorno, rispettivamente, al 20 e 30%, mantenendo comunque una disponibilità nel 2011 di 1,4 e di 1,5 miliardi di euro.

Un documento che denuncia un paese dove la tutela del patrimonio naturalistico viene sottovalutata, dove la salvaguardia della biodiversità e dell’ecosistema è in pericolo e dove si continua a risparmiare nei settori sbagliati.

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